Il falso antivirus, il vero malware.

Quando si naviga bisogna stare attenti. Il termine “navigare” (che in lingua italiana è tanto più romantico) è il più consono a descrivere gli spostamenti in rete.
E’ proprio come andare per mare. Ci vuole un radar, uno scandaglio, un mozzo sul pennone più alto che sorvegli a vista l’orizzonrte.
Altrimenti sono guai. Basta un click nel posto sbagliato e l’infezione si propaga inarrestabile.
Ultimamente l’attenzione dei “naviganti” deve essere doppia. Oggi anche le navigazioni che a prima vista dovrebbero essere più sicure si rivelano trappole terribili.
Un tempo erano i banner con le donnine nude a causare infezioni (per lo più dialer e trojan; dio solo sa quanti clienti ho salvato dall’ira funesta delle loro mogli ignare). Oggi lo specchio per le allodole è cambiato ed è forse ancora più insidioso: l’antivirus.
Mentre si naviga ecco comparire un messaggio che ci avvisa che il nostro pc è infetto e che possiamo subito fare uno scan per affrontare il problema. Naturalmente l’avviso è un falso, vero è invece il malware che ci infetta tramite lo scan.
Poi, oltre il danno la beffa. Una volta colpiti, ecco l’offerta di un antivirus in grado di eliminare il codice infetto… dietro il pagamento di una piccola somma !

Qualora vi capitasse di incappare nell’avviso, non cliccateci sopra ! Neanche per chiuderlo. Fate CTRL+ALT+CANC e cercate il furfante tra i programmi in esecuzione nel Task Manager. Terminatelo da lì. Solo così sarete sicuri di non avviare la procedura che vi porterebbe senz’altro a contrarre il virus.
Impreparazione, ingenuità e molta sfortuna sono le caratteristiche principali dell’utente vittima di questa situazione sospesa a metà tra infezione e raggiro.
L’unica soluzione è il vecchio adagio medico: prevenire è meglio che curare.
Quindi armiamoci di un buon antivirus (vero), aggiungiamo molta accortezza e mescoliamo il tutto con… un pizzico di buon senso.
Vale a dire: non c’è nessuna fretta di cliccare.
Prima riflettiamo.
Il miglior antivirus del nostro computer…
Siamo noi.

Thomas Pistoia

Passare a Linux

E’ arrivato il momento di parlare un po’ del sistema operativo del pinguino e del suo progressivo diffondersi.

Come al solito il nostro mondo si distingue per la sua capacità di esaltare le contraddizioni, per cui non ci stupisce più di tanto che un SO così potente sia relegato nel (per fortuna) paradiso dei prodotti di nicchia, La moltitudine privata e quella delle pubbliche amministrazioni intanto si ostinano ad accettare il pedaggio/balzello cui ci costringe Microsoft con le sue licenze, soprattutto al momento dell’acquisto di un nuovo pc (ben verranno le prossime class action contro il colosso di Redmond).

Linux è software libero, non costa e si evolve grazie alla condivisione di informazioni tra gli sviluppatori che contribuiscono e vogliono contribuire al suo miglioramento.

Nasce dalla folle idea di uno studente finlandese di informatica, Linus Torvalds, che forse, all’epoca non poteva immaginare che stava realizzando qualcosa di tanto rivoluzionario. Consiglio spesso ai miei clienti di provare Linux, soprattutto quando si lamentano della presenza nel loro pc di virus e schifezze varie,;quando compaiono le pagine blu, quando la macchina si blocca senza neanche più mostrare il ridicolo messaggio di un tempo “il programma ha eseguito un’operazione non valida e sarà terminato”.

Non è semplice convincerli. Linux si porta purtroppo dietro la reputazione di sistema complicato,. Alcuni pensano addirittura che sia ancora fermo a un’operatività da tastiera tipo Dos (anche se nel suo caso si chiamerebbe Unix). Anni fa era davvero così. Però gli sviluppatori hanno avuto l’intelligenza di capire che per riuscire ad avere una diffusione bisognava renderlo accessibile a tutti, utilizzare i menu, le finestre, le immagini, la grafica.

Ricordo ancora la prima distribuzione che ho installato nella mia vita, la Suse 6.0 (notti insonni a formattare e riformattare un povero portatile, fino alla vittoria). Si cominciava così, dalle distribuzioni di aspetto più amichevole e diventavi “guru” quando riuscivi a installare la mitica Debian, la Gentoo o la Slackware.

Per chiarezza cito da Wikipedia: “Non esiste un’unica versione di Linux ma esistono diverse distribuzioni (chiamate anche distro), solitamente create da comunità di sviluppatori o società, che scelgono, preparano e compilano i pacchetti da includere. Tutte le distribuzioni condividono il kernel Linux (sia pur in versioni diverse e spesso personalizzate), mentre si differenziano tra loro per il cosiddetto “parco software”, cioè i pacchetti preparati e selezionati dagli sviluppatori per la distribuzione stessa, per il sistema di gestione del software e per i servizi di assistenza e manutenzione offerti.”

Oggi l’installazione di queste distribuzioni (anche della mitica Debian) è diventato un gioco per bambini: procedure guidate semplici e chiare che consentono in pochi minuti la presenza di Linux su un qualsiasi pc. L’approccio a video è molto simile a quello di Windows e si possono addirittura scegliere diversi Desktop Manager. Il più simile a Windows direi che è KDE, cito anche GNOME che rende la grafica di Linux molto somigliante a quella dei Mac della Apple. Poi ci sono alternative leggere come Fluxbox che consentono l’utilizzo di Linux anche su Pc datati.

E le distribuzioni si sprecano.

Io uso la Fedora, che personalmente trovo ottima per l’attività lavorativa e professionale, ma ne esistono di altrettanto affidabili e potenti: Knoppix, Ubuntu, Suse, Mandriva, Sabayon, Mepis… e potrei continuare per ore.

C’è solo da scegliere: è sempre Linux, quello invulnerabile, quello che non si ferma mai, ottimo anche per l’hosting dei siti internet che si realizzano.

La materia è comunque immensa, ma per chi vuole cominciare il primo passo è senz’altro l’uso di un LiveCd, cioè un comune cdrom contenente una distribuzione Linux che, una volta inserito, “trasforma” il pc in una macchina che utilizza Linux. Questo consente all’utente inesperto di prendere confidenza gradualmente. Facilissimo trovare una ISO da scaricare in rete, qui potete scaricare ad esempio quella della Fedora.

Disinserito il cd, il pc torna quello di sempre.

E senza Linux assune un’aria più… malinconica :-)

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Thomas Pistoia

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Esce Norton, entra Avira

Quando incontro un cliente per la prima volta, oppure quando un cliente compra un nuovo pc, mi trovo spesso nella situazione di dover “purgare” la macchina da programmi commerciali inutili, lenti o inadatti.

La clientela peraltro (soprattutto quella aziendale) spesso non sa che potrebbe risparmiare sulle costose licenze Microsoft e similari, se utilizzasse i programmi Open Source che spesso nascono per Linux ma vengono replicati per Windows.

Così, dopo aver spiegato i vantaggi (anche in termini di prestazioni) del passaggio dal programma proprietario al programma libero, se un cliente ha Office io gli installo OpenOffice, se ha Photoshop metto Gimp, insomma, per ogni software cerco di consigliargli il corrispondente migliore.

E l’antivirus? Sull’antivirus il cliente è molto attento, il timore di essere danneggiato è giustamente forte e sempre in agguato.

Di solito, soprattutto sui nuovi pc dotati del tanto controverso Windows Vista, trovo immancabile il famoso o famigerato Norton.

A mio modestissimo parere appesantisce, non è sempre efficace e soprattutto è a pagamento.
Consiglio quindi di disinstallarlo e di passare ad Avira.

Tralasciando il fatto che disinstallare il Norton non è per niente semplice e per giunta noioso (nel migliore dei casi la procedura è lunga quando non richiede addirittura un tool apposito per la rimozione), l’Avira, già Antivir, si scarica facilmente dalla rete (http://free-av.com/) ed è sufficiente la versione base per ottenere ottimi risultati di protezione.

Vediamo come si installa:

- ci rechiamo all’indirizzo http://free-av.com e clicchiamo sulla voce “download free”
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- Alla pagina seguente seguiamo il “recommended download”
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- Un’ altra pagina in cui diamo finalmente il “Download Now”
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- Una volta che abbiamo il file di installazione sul nostro pc ci clicchiamo sopra 2 volte e parte l’installazione
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- Comincia l’estrazione dei files. Da questo momento in poi dobbiamo dare una serie di risposte affermative senza mai modificare le schermate che ci si presentano (Avira ci chiede anche una registrazione ma è facoltativa, possiamo anche non riempire il modulo):
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Terminata l’installazione in basso a destra, tra le iconcine dei processi in background comparirà il simbolo di Avira: l’ombrellino ! E Avira ci chiederà di procedere al primo update. Basta connettersi a internet e cliccare su update, poi fa tutto lui :-)
Quando necessario, all’accensione del pc, Avira farà comparire in basso a destra un riquadro contenente un avviso che ci invita a procedere all’update. Cliccando su “OK” gli diciamo che provvederemo ma non subito (evitiamo però); cliccando su “Update” lo inviteremo a procedere. Comparirà un riquadro stavolta in alto a destra che procederà da sè all’aggiornamento. Noi nel frattempo possiamo lavorare e farci i fatti nostri :-)

Per eseguire manualmente un update o ordinare uno scan completo del pc, clicchiamo sull’icona di avira che abbiamo sul Desktop (attenzione a non confonderla con l’icona del file di installazione scaricato prima) e comparirà la schermata del pannello di controllo.

Per avviare l’update clicchiamo su “Start Update”.

Per avviare uno scan clicchiamo su “Scan system now”.

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Certamente l’antivirus perfetto non esiste e può nascere anche domani un virus o un malware in grado di mettere in difficoltà anche Avira.

Resta comunque il fatto che la mia esperienza nel corso degli anni indica questo antivirale come il più affidabile tra quelli in commercio o scaricabili dalla rete.

Thomas Pistoia

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