Passare a Linux

E’ arrivato il momento di parlare un po’ del sistema operativo del pinguino e del suo progressivo diffondersi.

Come al solito il nostro mondo si distingue per la sua capacità di esaltare le contraddizioni, per cui non ci stupisce più di tanto che un SO così potente sia relegato nel (per fortuna) paradiso dei prodotti di nicchia, La moltitudine privata e quella delle pubbliche amministrazioni intanto si ostinano ad accettare il pedaggio/balzello cui ci costringe Microsoft con le sue licenze, soprattutto al momento dell’acquisto di un nuovo pc (ben verranno le prossime class action contro il colosso di Redmond).

Linux è software libero, non costa e si evolve grazie alla condivisione di informazioni tra gli sviluppatori che contribuiscono e vogliono contribuire al suo miglioramento.

Nasce dalla folle idea di uno studente finlandese di informatica, Linus Torvalds, che forse, all’epoca non poteva immaginare che stava realizzando qualcosa di tanto rivoluzionario. Consiglio spesso ai miei clienti di provare Linux, soprattutto quando si lamentano della presenza nel loro pc di virus e schifezze varie,;quando compaiono le pagine blu, quando la macchina si blocca senza neanche più mostrare il ridicolo messaggio di un tempo “il programma ha eseguito un’operazione non valida e sarà terminato”.

Non è semplice convincerli. Linux si porta purtroppo dietro la reputazione di sistema complicato,. Alcuni pensano addirittura che sia ancora fermo a un’operatività da tastiera tipo Dos (anche se nel suo caso si chiamerebbe Unix). Anni fa era davvero così. Però gli sviluppatori hanno avuto l’intelligenza di capire che per riuscire ad avere una diffusione bisognava renderlo accessibile a tutti, utilizzare i menu, le finestre, le immagini, la grafica.

Ricordo ancora la prima distribuzione che ho installato nella mia vita, la Suse 6.0 (notti insonni a formattare e riformattare un povero portatile, fino alla vittoria). Si cominciava così, dalle distribuzioni di aspetto più amichevole e diventavi “guru” quando riuscivi a installare la mitica Debian, la Gentoo o la Slackware.

Per chiarezza cito da Wikipedia: “Non esiste un’unica versione di Linux ma esistono diverse distribuzioni (chiamate anche distro), solitamente create da comunità di sviluppatori o società, che scelgono, preparano e compilano i pacchetti da includere. Tutte le distribuzioni condividono il kernel Linux (sia pur in versioni diverse e spesso personalizzate), mentre si differenziano tra loro per il cosiddetto “parco software”, cioè i pacchetti preparati e selezionati dagli sviluppatori per la distribuzione stessa, per il sistema di gestione del software e per i servizi di assistenza e manutenzione offerti.”

Oggi l’installazione di queste distribuzioni (anche della mitica Debian) è diventato un gioco per bambini: procedure guidate semplici e chiare che consentono in pochi minuti la presenza di Linux su un qualsiasi pc. L’approccio a video è molto simile a quello di Windows e si possono addirittura scegliere diversi Desktop Manager. Il più simile a Windows direi che è KDE, cito anche GNOME che rende la grafica di Linux molto somigliante a quella dei Mac della Apple. Poi ci sono alternative leggere come Fluxbox che consentono l’utilizzo di Linux anche su Pc datati.

E le distribuzioni si sprecano.

Io uso la Fedora, che personalmente trovo ottima per l’attività lavorativa e professionale, ma ne esistono di altrettanto affidabili e potenti: Knoppix, Ubuntu, Suse, Mandriva, Sabayon, Mepis… e potrei continuare per ore.

C’è solo da scegliere: è sempre Linux, quello invulnerabile, quello che non si ferma mai, ottimo anche per l’hosting dei siti internet che si realizzano.

La materia è comunque immensa, ma per chi vuole cominciare il primo passo è senz’altro l’uso di un LiveCd, cioè un comune cdrom contenente una distribuzione Linux che, una volta inserito, “trasforma” il pc in una macchina che utilizza Linux. Questo consente all’utente inesperto di prendere confidenza gradualmente. Facilissimo trovare una ISO da scaricare in rete, qui potete scaricare ad esempio quella della Fedora.

Disinserito il cd, il pc torna quello di sempre.

E senza Linux assune un’aria più… malinconica :-)

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Thomas Pistoia

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Accorgimento nella configurazione di un account Yahoo in un client di posta elettronica.

yahoo-logo

La configurazione di un indirizzo mail Yahoo all’interno di un client di posta elettronica (sia Outlook Express o altro) prevede un’intervento da eseguire direttamente nella propria webmail.
I parametri da impostare nel client sono abbastanza simili a quelli di molti altri provider, nella fattispecie:

Server di posta in arrivo (POP3):        pop.mail.yahoo.it
Server di posta in uscita (SMTP):     quello della propria connessione
Indirizzo e-mail: tiziocaio@yahoo.it
Indirizzo e-mail: tiziocaio@yahoo.it

Se però impostiamo l’account sul nostro client di posta elettronica solo con questi parametri può capitare che comunque non sia possibile scaricare la posta.
Come risolvere ?

Bisogna andare nella propria YahooMail (per esempio da https://login.yahoo.com/config/mail?.src=ym&.intl=it), eseguire il login e, alla comparsa della propria pagina della posta cliccare in alto a sinistra sul link Opzioni -> Opzioni Mail
Nella pagina successiva cliccare dal menu a sinistra la voce “POP & Forward”. Compare un avviso di sito in allestimento (da ignorare). In fondo all’avviso cliccare su “Imposta e modifica POP & Forward”.
Ecco che si presenta un elenco di possibili scelte; basta aggiungere a quelle già impostate la voce “Accesso Web & POP” cliccando nel pallino corrispondente.
Cliccare poi sul pulsante “Salva” a fondo pagina e il gioco è fatto.

Il nostro client di posta elettronica potrà ora scaricare tutte le mail del nostro account Yahoo.

Thomas Pistoia

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Pubblicato lefavoledijasmine.it, il portale della moda bimbo

Un negozio online che unisce le funzioni e-commerce a una grafica leggera e giocosa, in tema col tipo di prodotto trattato: abbigliamento e moda bimbi 0-12.

Questo è il nuovo sito che abbiamo realizzato per Le Favole di Jasmine di Sesto Fiorentino (Firenze).

Un comodo pannello di controllo consente al cliente una gestione autonoma del sito: è possibile creare pagine descrittive di contenuto, ma soprattutto è possibile gestire il negozio inserendo nuovi abiti e indumenti.

Il potenziale acquirente ha la possibilità di visionare una o più foto ingrandibili dell’abito all’interno di una comoda scheda descrittiva che indica tutte le caratteristiche del capo; una volta deciso l’acquisto è sufficiente un clic  e l’abito viene aggiunto al carrello.

Le forme di pagamento sono studiate per consentire l’acquisto con tutte le modalità più comuni: dal bonifico, al vaglia più tradizionali fino al collegamento con PayPal per il pagamento online con carta di credito.

Si aggiunge dunque al nostro portfolio un nuovo portale con funzioni e-commerce.

Chiunque abbia bisogno di un portale con queste caratteristiche può contattarci per qualsiasi informazione o preventivo.

Thomas Pistoia

Partizionare un disco con Vista

La Microsoft continua a distinguersi per il suo concetto piuttosto discutibile di liberta’ del consumatore.
Aveva cominciato con l’Xp a non fornire piu’ i dischi del sistema operativo.
Con l’avvento del Vista la morsa si e’ stretta ancora di piu’. Il disco rigido ha una partizione che contiene il sistema operativo e una che invece contiene il backup per il ripristino. Nessun altro disco. Questo a seguito di accordi non meglio precisati con alcune aziende hardware (Hp e Olidata, ad esempio).
Oltre a queste limitazioni sono da annoverare tra i difetti del Vista anche la frequente incompatibilita’ con alcuni programmi.
La cliente in questione utilizza un programma di modellazione 3d chiamato Rhinoceros, unito a un plugin apposito per il disegno dei gioielli. Mai avuto un problema su Xp.
Giunta su un nuovo portatile con Vista ecco all’installazione di Rhinoceros e del plugin la comparsa di misteriosi errori di registro e il mancato funzionamento di molti strumenti.
Ovviamente la diagnosi e’ stata la piu’ banale: Vista.
Ho pensato subito li freghiamo partizionando il disco rigido: meta’per Vista. l’altra meta’ un Xp minimale teso unicamente a ospitare Rhinoceros.
Per partizionare senza perdere i dati della cliente sul Vista mi sono rivolto inizialmente a Gparted, come faccio sempre. Un Linux live cd spettacolare per la semplicita’ di utilizzo, la precisione e l’affidabilita’ delle sue funzioni. Questa volta pero’ cilecca: ad ogni tentativo di ridimensionamento della partizione del vista ha risposto adducendo una non meglio precisata nancanza di spazio.
Va bene. allora proviamo con Partition Magic, pazienza anche se e’ proprietario. Ma… indovinate un po’? Vista non supporta neanche lui.
Ma, attenzione ! Vista ha un’utility di partizionamento incorporata nel pannello di controllo. Proviamo anche con quella.
Niente, il messaggio di spazio non sufficiente, seppur con parole diverse, si ripete.
Il tutto, alla fine dipende dai files di backup. Vista ha una struttura di recovery che installa dei files nascosti proprio alla fine della sua partizione. Impossibile spostarli con qualsiasi programma di defrag.
Alla fine soluzione radicale: dopo aver informato la cliente la decisione è stata la più prevedibile. radere al suolo Vista, installare Xp e usare finalmente tutti i programmi senza alcun problema… con beneficio di inventario… anche Xp è Microsoft :-)

Thomas Pistoia

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