
Quando progetto un sito internet per un potenziale cliente prevedo sempre tra le funzioni che dovranno essere presenti nelle pagine web la presenza del badge di Facebook. E spiego poi al mio interlocutore che per poter creare e utilizzare questo quadratino pieno di foto è necessario avere un account e una pagina aziendale su Fb.
Il più delle volte il cliente reagisce con un’espressione tra lo stupore e la sufficienza. I meno timidi me lo dicono chiaramente: “che c’entro io/la mia azienda con Facebook ?”. Sì, perchè hanno in mente l’immagine che i mass media tradizionali danno del social network. Un gioco, un divertimento, quando non una perdita di tempo, il trastullo di un’accozzaglia di ragazzini un po’ teppisti, un modo semplice e masochista di ritrovare tutti insieme i propri compagni di scuola…
Sono perciò ignari di che cosa sia il Web 2.0 e dell’importanza che riveste per rafforzare la presenza in rete di un sito o di un blog. Sono inconsapevoli della potenza pubblicitaria e aggregativa di Facebook e dei Social Networks e di come il ruolo dei motori di ricerca sia stato da questi addirittura ridimensionato.
Il proprietario di un sito internet non solo dovrebbe essere presente su Facebook, ma dovrebbe cercare di allargare il più possibile la sua presenza nei Social aprendo account anche su Twitter, Viadeo, Linkedin, Xing, Myspace… Naturalmente l’uso di questi strumenti deve essere relazionato con l’azienda. Perciò evitiamo Pharmville e Guerra di Bande e propaghiamo pittosto notizie sulla nostra attività.
Certo, l’obiezione più facile è: quanto tempo richiede il mantenimento di questi account ? La domanda è lecita, tant’è che frequentemente a fronte di una convenzione e del relativo giusto compenso sollevo il cliente dall’impegno di gestire la sua presenza sui social networks gestendo al suo posto i vari account e facendoli convivere col sito internet aziendale.
Rispetto al posizionamento nei motori di ricerca che col passare del tempo necessita di periodicamente di rivisitazioni e manutenzione, Facebook e gli altri hanno il pregio che a fronte di una prima fase più impegnativa in cui bisogna presentarsi a quanti più contatti possibile (facendo attenzione a non essere considerati spam), vi è poi una fase in cui il processo va avanti da sè, perchè il modello “catena di Sant’Antonio” su cui tutto si basa trasmette la nostra presenza ai contatti dei contatti, dei contatti, così via, facendo in modo che siano poi gli altri a cercare noi.
Naturalmente non sono qui a dire che i motori di ricerca vanno trascurati, tutt’altro. Nel progetto di mantenimento e posizionamento del proprio sito nel web i Social Networks e Facebook in particolare vanno considerati però cone elementi necessari e irrinunciabili, non foss’altro per una questione di prestigio.
Ecco dunque che al raggiungimento di un certo numero di contatti il badge di Facebook (e i loghi e i tools dei suoi colleghi) diventano decorazione naturale di un sito internet e protagonisti indiscussi della capacità delle nostre pagine web di relazionarsi con un pubblico forse più fidelizzato e importante del visitatore che giunge da una ricerca su Google.
Thomas Pistoia
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