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	<title>Consulenza Informatica &#187; realizzazione portali e-commerce</title>
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	<description>Creazione siti internet e pagine web Assistenza hardware e software</description>
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		<title>Storica sentenza spagnola: i siti peer to peer non violano il diritto d&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 15:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dallo Studio Web&Informatica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: 12px;">Proprio mentre il governo Zapatero lavora su un irrigidimento delle norme sul diritto d&#8217;autore, il tribunale di Barcellona  sorprende tutti e in particolar modo i rappresentanti della Sgae (la SIAE italiana, ovvero la società che tutela i diritti d’autore) emettendo una sentenza a favore del proprietario di un sito P2P, un sito tramite il quale è possibile scaricare file di diversa natura. Il giudice ha ritenuto che nessuno abbia lucrato dall’attività di condivisione dei file dato che la pagina web è priva di contenuti pubblicitari. Oltre a questo, la sentenza cita: “<em>le reti peer to peer sono </em><em>mere reti di trasmissione</em><em> di dati tra privati</em><em> e non ledono alcuna legge, essendo basate sulla trasmissione di dati privati e di link, come del resto tutta la Rete e non feriscono alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale</em>” e continua “<em>i link sono </em><em>la base stessa di internet</em><em> e un gran numero di siti (tra cui Google) fanno ciò che si vuole impedire con questa causa</em>”. A queste motivazioni inoltre si aggiunge una riflessione del giudice che sostiene sia impossibile rintracciare, tramite indirizzo IP, tutti gli utenti che fanno uso di servizi di file sharing, e che quindi sarebbe inutile provvedere civilmente o penalmente in tale direzione, eMule e siti torrent sono legali e l’uso che ognuno fa del proprio PC non può costringere alla chiusura di una pagina o di un portale web. In Spagna, insomma, sembra non avere corso legale quella &#8220;presunzione di colpevolezza&#8221; che fa di chiunque usi una rete peer to peer un criminale. Questa sentenza potrebbe diventare un precedente di una certa importanza, tanto è vero che nel riportarla il quotidiano spagnolo “El Pais” teme la possibilità che la Sgae abbandoni le procedure civili per giungere direttamente a quelle penali, con esiti comunque non del tutto certi. Dando uno sguardo alla normativa italiana, la questione dal punto di vista legale non si sposta molto. Non è illegale il software che consente lo scambio di file o di programma, è ovviamente illegale l’uso che se ne fa. In sostanza: da stupirsi alla fine c’è poco, se si considera che non c’è normativa che proibisca l’uso del peer to peer. Anzi: in diversi paesi europei ed extraeuropei giovani artisti ed ideatori di programmi utilizzando eMule proprio per diffondere e pubblicizzare le proprie opere. Forse è più interessante l’aspetto relativo ad un abbandono della propria posizione da parte della Sgae. Sarebbe interessante conoscere un commento della nostra Siae sul punto …</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>Avv. Valentina Frediani</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>da &#8220;consulentelegaleinformatico.it&#8221;</em></p>
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