mailto in Firefox

Una cliente mi domanda come mai, utilizzando Firefox, quando le capita di cliccare in una pagina web sul link di un indirizzo mail (mailto) le si apre Microsoft Outlook Express anzichè Windows Mail.

Semplice. Può capitare di ritrovarsi nel pc più di un programma di posta elettronica, o perchè talune installazioni inseriscono automaticamente un altro client (per esempio il pacchetto Office inserisce appunto Microsoft Outlook Express), o perchè l’utente decide di provare delle alternative (Eudora, Thunderbird, ecc.).

Firefox normalmente è impostato per utilizzare al clic su un collegamento mail in una pagina web il programma di posta principale del pc in uso (di solito Outlook Express). Se per un qualsiasi accidente questa impostazione dovesse risultare cambiata e comportasse l’apertura di un altro programma di posta si può modificarla da strumenti – opzioni – applicazioni
Nella schermata applicazioni, tra le varie, c’è la voce “mailto”. Cliccando sulla destra della stessa compare un menu a discesa che consente di scegliere il programma di posta di default per Firefox.
Una volta effettuata la scelta basta cliccare su ok e riavviare il browser.

Thomas Pistoia

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Passare a Linux

E’ arrivato il momento di parlare un po’ del sistema operativo del pinguino e del suo progressivo diffondersi.

Come al solito il nostro mondo si distingue per la sua capacità di esaltare le contraddizioni, per cui non ci stupisce più di tanto che un SO così potente sia relegato nel (per fortuna) paradiso dei prodotti di nicchia, La moltitudine privata e quella delle pubbliche amministrazioni intanto si ostinano ad accettare il pedaggio/balzello cui ci costringe Microsoft con le sue licenze, soprattutto al momento dell’acquisto di un nuovo pc (ben verranno le prossime class action contro il colosso di Redmond).

Linux è software libero, non costa e si evolve grazie alla condivisione di informazioni tra gli sviluppatori che contribuiscono e vogliono contribuire al suo miglioramento.

Nasce dalla folle idea di uno studente finlandese di informatica, Linus Torvalds, che forse, all’epoca non poteva immaginare che stava realizzando qualcosa di tanto rivoluzionario. Consiglio spesso ai miei clienti di provare Linux, soprattutto quando si lamentano della presenza nel loro pc di virus e schifezze varie,;quando compaiono le pagine blu, quando la macchina si blocca senza neanche più mostrare il ridicolo messaggio di un tempo “il programma ha eseguito un’operazione non valida e sarà terminato”.

Non è semplice convincerli. Linux si porta purtroppo dietro la reputazione di sistema complicato,. Alcuni pensano addirittura che sia ancora fermo a un’operatività da tastiera tipo Dos (anche se nel suo caso si chiamerebbe Unix). Anni fa era davvero così. Però gli sviluppatori hanno avuto l’intelligenza di capire che per riuscire ad avere una diffusione bisognava renderlo accessibile a tutti, utilizzare i menu, le finestre, le immagini, la grafica.

Ricordo ancora la prima distribuzione che ho installato nella mia vita, la Suse 6.0 (notti insonni a formattare e riformattare un povero portatile, fino alla vittoria). Si cominciava così, dalle distribuzioni di aspetto più amichevole e diventavi “guru” quando riuscivi a installare la mitica Debian, la Gentoo o la Slackware.

Per chiarezza cito da Wikipedia: “Non esiste un’unica versione di Linux ma esistono diverse distribuzioni (chiamate anche distro), solitamente create da comunità di sviluppatori o società, che scelgono, preparano e compilano i pacchetti da includere. Tutte le distribuzioni condividono il kernel Linux (sia pur in versioni diverse e spesso personalizzate), mentre si differenziano tra loro per il cosiddetto “parco software”, cioè i pacchetti preparati e selezionati dagli sviluppatori per la distribuzione stessa, per il sistema di gestione del software e per i servizi di assistenza e manutenzione offerti.”

Oggi l’installazione di queste distribuzioni (anche della mitica Debian) è diventato un gioco per bambini: procedure guidate semplici e chiare che consentono in pochi minuti la presenza di Linux su un qualsiasi pc. L’approccio a video è molto simile a quello di Windows e si possono addirittura scegliere diversi Desktop Manager. Il più simile a Windows direi che è KDE, cito anche GNOME che rende la grafica di Linux molto somigliante a quella dei Mac della Apple. Poi ci sono alternative leggere come Fluxbox che consentono l’utilizzo di Linux anche su Pc datati.

E le distribuzioni si sprecano.

Io uso la Fedora, che personalmente trovo ottima per l’attività lavorativa e professionale, ma ne esistono di altrettanto affidabili e potenti: Knoppix, Ubuntu, Suse, Mandriva, Sabayon, Mepis… e potrei continuare per ore.

C’è solo da scegliere: è sempre Linux, quello invulnerabile, quello che non si ferma mai, ottimo anche per l’hosting dei siti internet che si realizzano.

La materia è comunque immensa, ma per chi vuole cominciare il primo passo è senz’altro l’uso di un LiveCd, cioè un comune cdrom contenente una distribuzione Linux che, una volta inserito, “trasforma” il pc in una macchina che utilizza Linux. Questo consente all’utente inesperto di prendere confidenza gradualmente. Facilissimo trovare una ISO da scaricare in rete, qui potete scaricare ad esempio quella della Fedora.

Disinserito il cd, il pc torna quello di sempre.

E senza Linux assune un’aria più… malinconica :-)

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Thomas Pistoia

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Accorgimento nella configurazione di un account Yahoo in un client di posta elettronica.

yahoo-logo

La configurazione di un indirizzo mail Yahoo all’interno di un client di posta elettronica (sia Outlook Express o altro) prevede un’intervento da eseguire direttamente nella propria webmail.
I parametri da impostare nel client sono abbastanza simili a quelli di molti altri provider, nella fattispecie:

Server di posta in arrivo (POP3):        pop.mail.yahoo.it
Server di posta in uscita (SMTP):     quello della propria connessione
Indirizzo e-mail: tiziocaio@yahoo.it
Indirizzo e-mail: tiziocaio@yahoo.it

Se però impostiamo l’account sul nostro client di posta elettronica solo con questi parametri può capitare che comunque non sia possibile scaricare la posta.
Come risolvere ?

Bisogna andare nella propria YahooMail (per esempio da https://login.yahoo.com/config/mail?.src=ym&.intl=it), eseguire il login e, alla comparsa della propria pagina della posta cliccare in alto a sinistra sul link Opzioni -> Opzioni Mail
Nella pagina successiva cliccare dal menu a sinistra la voce “POP & Forward”. Compare un avviso di sito in allestimento (da ignorare). In fondo all’avviso cliccare su “Imposta e modifica POP & Forward”.
Ecco che si presenta un elenco di possibili scelte; basta aggiungere a quelle già impostate la voce “Accesso Web & POP” cliccando nel pallino corrispondente.
Cliccare poi sul pulsante “Salva” a fondo pagina e il gioco è fatto.

Il nostro client di posta elettronica potrà ora scaricare tutte le mail del nostro account Yahoo.

Thomas Pistoia

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Hacker 1 – Poste Italiane 0

Il racconto che i tiggì nazionali hanno fatto del defacement sul sito delle poste italiane evidenzia la straordinaria ignoranza informatica dei nostri giornalisti.  I “malfattori” responsabili del defacciamento dicevano in pratica: “noi siamo buoni, facciamo questo per farvi rendere conto delle vulnerabilità del sito delle poste“.

Una giornalista del Tg2 ha concluso: “sta a vedere che dobbiamo pure ringraziarli”.

Certo che dobbiamo ringraziarli. Non ha importanza se, come i responsabili di poste.it affermano, non c’è alcun pericolo per i dati personali dei correntisti (cosa di cui dubito), sta di fatto che è possibile accedere al sito poste.it e metterci sopra le mani, e questo non va bene.

Nell’immaginifico comune hacker è una brutta parola. Identifica un criminale. Sì, forse l’hacker è un criminale ma in senso lato, in realtà la sua azione è utile, anzi spesso quanto mai necessaria.

Forse è meglio fare un po’ di distinzioni.

Tra le persone in grado di penetrare un sistema bisognerebbe distinguere tra:

  • Lamer: ha la stessa dignità degli ignavi danteschi. E’ uno che crede di saper fare qualcosa perchè conosce un po’ di codice, ma al massimo riesce a dare un po’ di fastidio; in realtà non è nè carne nè pesce, nè innocuo nè pericoloso. Verso di lui bisognerebbe appunto avere un atteggiamento da “non ti curar di lor ma guarda e passa”.
  • Hacker: è un esperto di sicurezza competente e preciso. Il crimine consiste nel fatto che accede abusivamente ai sistemi scoprendone i punti deboli. Ma non arreca danni. Si limita a segnalare che il sistema è violabile e che vanno prese precauzioni. E’ come se qualcuno penetrasse in casa nostra e ci lasciasse un biglietto senza rubare nulla, avvertendoci che le serrature, le porte, le finestre del nostro appartamento non sono poi un granchè. C’è anche una tipologia di hacker “politica”, ma di quella parleremo un’altra volta.
  • Cracker: questo è il vero criminale. Penetra, ruba, distrugge, elimina, saccheggia e sempre a scopo di lucro, a differenza dell’hacker che non agisce mai per denaro.

I pirati informatici protagonisti del defacement sul sito delle poste italiane sono dunque dei pirati buoni e anche utili (tipo Capitan Harlock). Le poste dovrebbero certamente ringraziarli. Ora sanno che il sito ha una vulnerabilità e possono correggerla.

Giuridicamente è un’altra storia: potrebbero essere prima o poi scovati e puniti per quello che hanno fatto. Speriamo si siano proxati bene.

Dite quel che volete, ma a me sono simpatici :-)

Thomas Pistoia

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Registrazione sincrona dei domini: meglio tardi che mai

Ho sempre trovato estremamente ridicola la procedura di registrazione di un dominio .it, perlomeno nella sua parte finale, quando cioè il registrante deve/doveva inviare un fax al NIC presso il CNR di Pisa, la cosiddetta LAR (Lettera di Assunzione Responsabilità.

Già. Nell’era di internet e della comunicazione digitale una delle operazioni fondamentali per la creazione di un sito internet è/era delegata al fax. E quante volte nel mio quasi decennio di attività ho imprecato per un ritardo nella registrazione dovuto a un fax giunto illeggibile, o a una compilazione, errata anche solo per una virgola ! Per non parlare dello spreco immane di carta ! Immaginate quanti fax giungono/giungevano ogni giorno al NIC !

Perchè descrivo queste procedure utilizzando contemporeanamente il tempo presente e quello passato ?

Perchè dal 28 settembre è avvenuta la rivoluzione. E’ partita la registrazione sincrona dei domini .it, che coesisterà per due anni con la “vecchia” registrazione cartacea, per poi sostituirla del tutto.

Con la registrazione sincrona anche la tempistica cambia (in meglio). L’ho potuto constatare proprio ieri. Ho registrato un dominio .it per un cliente e stamattina (giusto l’attesa della propagazione dei DNS) il dominio è già attivo.

E pensare che col fax ci volevano da 2-3 giorni a una settimana !

Chiudo ricordandovi che prima di commissionarci la creazione di un sito internet potete verificare se il dominio che desiderate registrare è libero utilizzando il Verifica Dominio.

E se si tratta di un .it lo vedrete online in men che non si dica :-)

Thomas Pistoia

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