Partizionare un disco con Vista

La Microsoft continua a distinguersi per il suo concetto piuttosto discutibile di liberta’ del consumatore.
Aveva cominciato con l’Xp a non fornire piu’ i dischi del sistema operativo.
Con l’avvento del Vista la morsa si e’ stretta ancora di piu’. Il disco rigido ha una partizione che contiene il sistema operativo e una che invece contiene il backup per il ripristino. Nessun altro disco. Questo a seguito di accordi non meglio precisati con alcune aziende hardware (Hp e Olidata, ad esempio).
Oltre a queste limitazioni sono da annoverare tra i difetti del Vista anche la frequente incompatibilita’ con alcuni programmi.
La cliente in questione utilizza un programma di modellazione 3d chiamato Rhinoceros, unito a un plugin apposito per il disegno dei gioielli. Mai avuto un problema su Xp.
Giunta su un nuovo portatile con Vista ecco all’installazione di Rhinoceros e del plugin la comparsa di misteriosi errori di registro e il mancato funzionamento di molti strumenti.
Ovviamente la diagnosi e’ stata la piu’ banale: Vista.
Ho pensato subito li freghiamo partizionando il disco rigido: meta’per Vista. l’altra meta’ un Xp minimale teso unicamente a ospitare Rhinoceros.
Per partizionare senza perdere i dati della cliente sul Vista mi sono rivolto inizialmente a Gparted, come faccio sempre. Un Linux live cd spettacolare per la semplicita’ di utilizzo, la precisione e l’affidabilita’ delle sue funzioni. Questa volta pero’ cilecca: ad ogni tentativo di ridimensionamento della partizione del vista ha risposto adducendo una non meglio precisata nancanza di spazio.
Va bene. allora proviamo con Partition Magic, pazienza anche se e’ proprietario. Ma… indovinate un po’? Vista non supporta neanche lui.
Ma, attenzione ! Vista ha un’utility di partizionamento incorporata nel pannello di controllo. Proviamo anche con quella.
Niente, il messaggio di spazio non sufficiente, seppur con parole diverse, si ripete.
Il tutto, alla fine dipende dai files di backup. Vista ha una struttura di recovery che installa dei files nascosti proprio alla fine della sua partizione. Impossibile spostarli con qualsiasi programma di defrag.
Alla fine soluzione radicale: dopo aver informato la cliente la decisione è stata la più prevedibile. radere al suolo Vista, installare Xp e usare finalmente tutti i programmi senza alcun problema… con beneficio di inventario… anche Xp è Microsoft :-)

Thomas Pistoia

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Siti internet in Flash

C’è stato un tempo in cui quando un potenziale cliente mi domandava un preventivo per un sito in Flash, la mia prima preoccupazione era informarlo delle problematiche relative al plugin e alla connessione.

Non tutti gli utenti hanno il plugin sul browser, per cui è necessario che le pagine abbiano il link per il download e che l’utente sia in grado di seguire la procedura di installazione.

Non tutti gli utenti hanno l’adsl: per cui un .swf con preload, immagini e musica, può essere tanto noioso nell’attesa del caricamento da spingere l’utente a cambiare sito: sì, c’è lo skip intro, ma lui il filmato voleva tanto vederlo…

Oggi questi problemi non esistono più: i pc vengono venduti con Internet Explorer già fornito del plugin e chi vuole compiere opera meritoria e utilizzare altri browsers come Firefox & co. non ha il più delle volte alcune difficoltà a gestirne l’installazione.

Le adsl, nonostante i tentativi delle aziende telefoniche italiane di dissanguarci vendendo a carissimo prezzo un servizio che in altre nazioni è gratuito, sono ormai diffusissime, e le mosche bianche sono invece diventati i modem a 56k.

Ciò nonostante, senza voler scandalizzare i fan di Adobe e Macromedia, continuo anche oggi a scoraggiare/limitare il cliente che desidera un sito web contenente in parte o del tutto pagine recanti .swf.

E’ vero, non lo nego, anche senza conoscere ActionScript, con Flash si possono ottenere effetti e filmati, gradevoli, attraenti, simpatici e eleganti.

Sapendoci lavorare si possono anche gestire funzioni di gestione e raccolta dati, riuscendo a emulare le capacità di un CMS.

Però continuo a pensare che Flash non sia abbastanza SEO friendly e che il lavoro e le preoccupazioni che genera nell’indicizzazione nei motori di ricerca siano tali da farsì che il gioco non valga la candela.

Intendiamoci:  non è che io ai clienti ne dica peste e corna. Diciamo che lo limito. C’è che mi dice “vorrei un intero sito in Flash che faccia questo, questo e quest’altro”. Bene. Allora facciamo un CMS, un blog, un sito statico. Scriviamo i testi come si deve, diamo cura a certi tag, preoccupiamoci di creare una sitemap per Google, facciamo attenzione a certi dettagli.

Poi decoriamo (a questo seve Flash): inseriamo degli swf nell’header, all’interno di un modulo o di un blocco. Piccoli filmati dai 100 ai 400 px di larghezza. Banner, loghi, messaggi pubblicitari, slogan, gallery; insomma c’è comunque da scialare. Otterremo un prodotto gradevole, ma robusto e funzionale. E Google e i suoi accoliti in un modo o nell’altro, prima o poi lo vedranno.

Mi torna alla mente quella vecchia pubblicità: “potevamo stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci…  Ma noi siamo scienza, non fantascienza”. :-)

Thomas Pistoia

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