Il file .wab

Un cliente trentino mi telefona e mi racconta che qualche giorno fa il suo Xp ha cominciato a non avviarsi; spaventato dal rischio di non poter più accedere ai propri dati il cliente ha portato la macchina da un negoziante vicino casa sua, il quale il giorno dopo gliel’ha restituita perfettamente funzionante.

Ma… il negoziante non è riuscito a recuperare nè la posta elettronica, nè la rubrica dei contatti di Outlook Express. Per la posta elettronica nessun problema, il cliente non aveva corrispondenza importante (anche se c’è modo di recuperarla, un giorno farò un post sull’argomento), la cosa veramente disagevole è stata invece la perdita della rubrica. Ha  invero chiesto al negoziante di recuperarla, ma costui ha dato la cosa come impossibile.

Invece no, gli ho detto io e ho guidato telefonicamente il cliente al recupero.

E’ bastata una semplice deduzione; cosa ha fatto il negoziante per ripristinare le funzioni del pc ? Semplice: ha reinstallato Xp sull’installazione precedente. La nuova installazione ha creato un nuovo utente, relegando l’utente che c’era prima in una cartella contenente comunque tutti i suoi files ma non più “in bella vista” come prima.

L’utente “pippo” ad esempio, che aveva una sua cartella con i suoi files, è stato sostituito dall’utente chiamato comunque “pippo” indicato però da una cartella vuota, perchè frutto di una nuova installazione. Il primo “pippo” e i suoi files non scomparsi, sono sempre lì.

Ma il problema è trovare innanzitutto la rubrica (tenendo presente che detto file ha estensione .wab). In questo caso non è necessario altro che fare un “cerca in tutti i files e le cartelle” inserendo come nome file la formula *.wab (che significa cercami tutti i files che hanno per estensione .wab).

Come volevasi dimostrare il cliente ha trovato due .wab

Uno vuoto (quello del nuovo “pippo”), uno pieno dei suoi contatti. Dalla stessa schermata del “cerca” è bastato un copia/incolla del file più pesante sul desktop. Poi, aperta la rubrica vuota è bastato importare tutti i contatti dalla vecchia rubrica, ora sulla scrivania, sulla nuova (partendo da quest’ultima facendo un semplice File – Importa).

Ecco qua. Problema risolto.

Thomas Pistoia

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Progettazione e creazione di un sito internet

(Prima Parte)

Come cominciamo

L’input è di solito una mail o una telefonata,

La telefonata è più semplice. Il potenziale committente esprime un suo bisogno, io lo discuto con lui e riesco spesso anche in tempo reale a proporre una soluzione e un preventivo.

Le mail e il form di richiesta preventivo sono più problematici. Raccomando in più pagine del nostro sito di lasciare un recapito telefonico per consentirmi di chiedere eventuali chiarimenti sulla richiesta. Succede spesso che il numero telefonico non sia invece indicato.

Il perchè si sia restii a lasciare un numero di cellulare presso il quale essere richiamati mi è ignoto.

E’ utile invece indicare un recapito, soprattutto quando la mail che riceviamo recita più o meno così:

“Ho bisogno di un sito internet per la mia attività. Vorrei conoscere i vostri prezzi”.

Mica siamo al mercato ! I siti non si vendono al chilo :-)

Se ho il numero di telefono, senza perdere il tempo fisiologico di un carteggio mail, chiamo il potenziale committente e gli chiedo maggiori dettagli sulle sue necessità. Ad esempio: di che tipo di attività si tratta ?

Ecco: questo è il primo passo.

Volete un sito internet ?

Ditemi che lavoro fate.

Il nome del dominio

Appena conosciuta la tipologia di attività che il sito dovrà rappresentare, il primo passo non è, come verrebbe spontaneo, pensare alla struttura e alle funzioni del sito. No. Prima ci serve sapere come si dovrà chiamare: www. E poi ?

Come si chiama l’azienda ? Di cosa si occupa ?

A volte capita che il committente chiami e sia in possesso di un nome di dominio già acquistato altrove. Spesso questo nome è inutile.

Facciamo un esempio. Se l’azienda si chiama I.C.L. Che sta per “Ingrosso Calzature Livornese” e il dominio acquistato è icl.it, da un punto di vista informatico formalmente non ci sono errori visibili, ma praticamente danni e complicazioni sono già lì, alla partenza.

A mio parere, ogni volta che è possibile e soprattutto in casi come quello di questo esempio, il nome del dominio deve contenere in qualche modo l’indicazione dell’attività (per es. ingrossocalzaturelivornese.it). Lungo, sì. ma aiuta l’indicizzazione nei motori e soprattutto non crea confusione con altre I.C.L. , metti che esista un Istituto Comprensivo Liutai :-)

Certo, ci sono eccezioni, ma la scelta del nome del dominio è comunque cosa molto delicata. Di solito durante il primo approccio mi limito a sondare le intenzioni del cliente, poi ne verifico la fattibilità controllando che il nome o i nomi da lui indicati oltre che adatti non siano anche già occupati da altre aziende.

Gli comunico infine le mie conclusioni sperando che segua i miei consigli :-)

La struttura del sito web:

il secondo passo è individuare il tipo di sito che serve al cliente: statico, dinamico, multimediale ? Un blog ?

Sempre per sfatare una richiesta frequente tengo a precisare che il multimediale andrebbe utilizzato con moderazione.

Un filmato fantascientifico in home page è bellissimo, sì, ma, senza la presenza di un testo, non viene indicizzato decentemente dai motori di ricerca. I filmati Flash hanno un’ottima funzione se utilizzati per piccoli ruoli decorativi, mentre rischiano di far danno se da comparse diventano protagonisti (in alcuni casi lo stesso discorso vale per le immagini che però possono contare sull’attributo “alt”).

Nessuna controindicazione invece per i filmati di Youtube e similari che consentono di occupare solo una parte della pagina e di dedicare lo spazio restante con testo descrittivo popolato di parole chiavi.

In tutti i casi di solito lascio che sia prima il cliente a descrivermi come immagina il suo sito. Poi verifico, affino, consiglio l’alternativa che è più vicina a quelli che sono i suoi gusti in rapporto anche al tipo di attività.

Il sito statico non è un’alternativa povera ma solo limitata, utile per quelle attività il cui messaggio non si evolve o non cambia eccessivamente nel tempo.

Con HTML e CSS validati costituisce un’ottima soluzione professionale. Certo, dal punto di vista dei CSS bisogna stare attenti alle numerose lacune che in materia dimostra ancora Internet Explorer (sul quale un giorno mi riprometto di pronunciare da queste pagine la mia più riuscita invettiva), ma con i dovuti accorgimenti i risultati sono estremamente piacevoli e funzionali.

Il CMS (Content Management System) con le sue varianti Blog, Gallery e E-commerce si applica nel caso contrario; quando il cliente e la sua attività necessitano di aggiornamenti frequenti e continui. Se poi il CMS consente anche al committente di apportare da sè le modifiche alle pagine, tramite un pannello di controllo semplice e intuitivo, allora il suo guadagno è doppio: una piattaforma ricca che non richiede altre spese per incrementare i contenuti, in più la totale indipendenza di scelta e gestione (anche se noi restiamo sicuramente a disposizione per consigliare e guidare la redazione delle pagine nella maniera più opportuna).

Acquisiti dal cliente e dalla sua attività tutti questi elementi siamo pronti.

Il prossimo passo ?

Il progetto.

Ma ne parleremo in un prossimo post. :-)

Thomas Pistoia

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