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	<title>Consulenza Informatica &#187; creazione carrello elettronico</title>
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	<description>Creazione siti internet e pagine web Assistenza hardware e software</description>
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		<title>Funzionamento del pulsante Skype su un  sito internet</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 21:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indicazioni e consulenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso capita che i clienti che chiedono la realizzazione di un sito web abbiano già un account Skype. Quando il committente del sito non conosce questo programma gliene parlo subito io, spiegando come funziona e come possa facilitare le comunicazioni e e il supporto alla clientela se si gestisce ad esempio un e-commerce, o comunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.creazioninternet.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/statosk.png"><img class="alignnone size-full wp-image-628" title="statosk" src="http://www.creazioninternet.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/statosk.png" alt="" width="456" height="343" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Spesso capita che i clienti che chiedono la <strong>realizzazione di un sito web</strong> abbiano già un <strong>account Skype</strong>. Quando<strong> il committente del sito</strong> non conosce questo programma gliene parlo subito io, spiegando come funziona e come possa facilitare le comunicazioni e e il <strong>supporto alla clientela</strong> se si gestisce ad esempio un <strong>e-commerce</strong>, o comunque un <strong>portale aziendale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.skype.com/intl/it/tell-a-friend/get-a-skype-button/" target="_blank"><strong>Il sito ufficiale Skype consente di creare un pulsante</strong></a> che permette di essere chiamati, ma soprattuto di <strong>mostrare il proprio stato online sulle pagine web</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta inserire il proprio nome account nell&#8217;apposito spazio, scegliere l&#8217;icone che si preferisce e<strong> il form genera il codice da copiare e incollare sul sito</strong> nel quale si desidera mostrare il proprio stato. Spesso capita che una volta inserito il codice nel sito, il cliente mi dica che l&#8217;icona mostra sempre lo <strong>stato &#8220;Non in linea&#8221;</strong> anche quando in realtà l&#8217;account è online.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta di un malfunzionamento. Per far sì che il pulsante funzioni e indichi effettivamente lo stato dell&#8217;account cui si riferisce è necessario che il suo proprietario apra il proprio Skype e si rechi in <em><strong>Strumenti &#8211; Opzioni</strong></em>. Nella colonna a sinistra bisogna cliccare su <em><strong>&#8220;Privacy&#8221;</strong></em>. Basta spuntare,,nella schermata che appare a destra,  la casellina <strong><em>&#8220;consenti di mostrare il mio stato sul web&#8221;</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In Skype questa casellina di default non è spuntata, per questo il proprietario dell&#8217;account deve farlo manualmente cliccando poi su <em><strong>&#8220;salva&#8221;</strong></em>. Terminata questa operazione sul sito il pulsante comincerà a funzionare correttamente mostrando con puntualità lo stato online dell&#8217;account.</p>
<div style="text-align: right;">Thomas Pistoia</div>
<div style="text-align: center;"><strong> </strong><strong><a href="../../preventivi-e-informazioni-sito-internet">La tua azienda ha bisogno di un sito internet ? Richiedi qui il tuo preventivo !</a></strong></div>
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		<title>Google libero subito.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 12:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dallo Studio Web&Informatica]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; di questi giorni la notizia della condanna subita da Google in merito alla pubblicazione avvenuta nel 2006 di un video che ritraeva un gruppo di studenti-bestie di un istituto tecnico di Torino nell&#8217;atto di malmenare e maltrattare un ragazzo down. Il filmato era stato molto cliccato, ma anche molto criticato dagli spettatori, al punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://internet.civile.it/internet/images/googlecarcere.jpg" alt="" width="415" height="233" /></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; di questi giorni la notizia della <strong>condanna</strong> subita da <strong>Google</strong> in merito alla pubblicazione avvenuta nel 2006 di un video che ritraeva un gruppo di studenti-bestie di un istituto tecnico di Torino nell&#8217;atto di malmenare e maltrattare un ragazzo down.<br />
Il filmato era stato molto cliccato, ma anche molto criticato dagli spettatori, al punto che, su  spinta anche di un associazione con obiettivi di tutela dei disabili, era partita la denuncia tanto verso gli autori dell&#8217;ignobile gesto, quanto &#8211; cosa più grave &#8211; verso Google stesso.<br />
Tralasciando il processo subito presso il Tribunale dei minori dai vigliacchi deficienti protagonisti dell&#8217;eroica impresa &#8211; ai quali mi auguro che qualcuno abbia provveduto (magari seppur tardivamente i genitori) a infliggere anche una seria pena corporale &#8211; resta il nodo dell&#8217;incriminazione subita da Google che, qualche illuminato giudice italiano ha deciso di ritenere altrettanto responsabile.<br />
In italia siamo indietro, siamo alla preistoria, in quanto a <strong>mentalità e a capacità di gestire la rete</strong>: le istituzioni la vedono come un pericoloso strumento di libertà e da tempo cercano di limitare il più possibile la sua capacità di far circolare le idee, soprattutto quelle invise al sistema politico (vedi recente <strong>Decreto Romani</strong>). Molti giovani la vedono invece come occasione unica per fare, dire, pubblicare, diffondere emerite stronzate.<br />
I giudici del caso in questione avrebbero dovuto tutelare tanto il ragazzo vittima degli abusi, quanto <strong>la cultura stessa della rete</strong> sparando giuridicamente lo strumento dal suo utilizzatore.<br />
Se sparo a una persona vengo arrestato e condannato, a tutela della mia vittima, ma non viene certo perseguito il fabbricante dell&#8217;arma che nulla può fare per impedirmi di usare la stessa in modo criminoso.<br />
Il giusto e logico risultato di tutta la vicenda sarebbe dovuto essere la punizione esemplare degli animali che si sono resi protagonisti del filmato e non anche della struttura che mette a disposizione la possibilità di <strong>diffondere liberamente  i propri video</strong> e di conseguenza le proprie idee.<br />
Google è stato perseguito per una (opinabile) <strong>violazione della privacy </strong>e per diffamazione. Assolto da quest&#8217;ultimo reato e condannato alla fine solo per il primo. Per fortuna l&#8217;accusa non è riuscita a far passare l&#8217;idea della necessità di una <strong>&#8220;censura preventiva&#8221;</strong>, che avrebbe fatto la gioia di certa classe politica, e la condanna si è limitata a una punizione del caso in questione.<br />
Google ha certamente delle grosse responsabilità, ma per altre cose, in altre questioni legate al suo p<strong>redominio sulla rete</strong>; in questa occasione sarebbe stato meglio ringraziarlo, utilizzarlo come prova dell&#8217;utilità della sua piattaforma video. Nessuno ha pensato che se non ci fosse stata la possibilità di pubblicare il filmato, i veri colpevoli forse non sarebbero mai stati puniti ?<br />
Speriamo che il ricorso in appello abbia migliore fortuna.<br />
Casi come questi possono essere facilmente strumentalizzati da <strong>chi teme la rete</strong> come strumento implacabile di libertà di pensiero e di parola.</p>
<p style="text-align: right;">Thomas Pistoia</p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong><a href="../../preventivi-e-informazioni-sito-internet">La tua azienda ha bisogno di un sito internet ? Richiedi qui il tuo preventivo !</a></strong></p>
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