Dragon Naturally Speaking, Cirrus Logic, Mac e BootCamp

Ho affrontato in un un paio di post precedenti l’uso di Dragon Naturally Speaking in relazione alla possibilità di far trascrivere a un pc la voce umana (dalla dettatura di interi documenti, alla possibilità di mero comando vocale).
L’esperienza mi porta attraverso le richieste dei clienti a scoprire nuovi aspetti dell’argomento.
Il mio cliente che abitualmente utilizza il Dragon ha deciso di passare al Mac.
Benchè la Nuance, casa produttrice del Dragon Naturally Speaking, abbia recentemente acquistato anche un software di dettatura vocale che funziona su sistemi Apple, il MacSpeech, si è deciso di utilizzare BootCamp e di far girare Xp e il Dragon sull’ iMac del cliente.
Col BootCamp Windows ha subito preso a funzionare perfettamente. I problemi sono cominciati subito dopo l’installazione del Dragon, al momento di procedere al necessario addestramento vocale.
Il controllo di qualità audio viene superato con valori che variano dal 18 al 22%, ma la fase di riconoscimento vocale (quella che comincia con la frase “Benvenuti nel mondo del riconoscimento vocale continuo”) non riesce a partire. Il programma sente la voce (la barra verde si muove) ma resta bloccato su questa prima frase e non prosegue l’addestramento.
Ho cominciato dunque le indagini.
Sulle prime ho pensato a un difetto del programma, ma sia le ricerche su internet, sia un rapido messaggio all’assistenza Nuance hanno escluso questa eventualità. In particolare l’assistenza mi ha consigliato di verificare problemi hardware.
Al problema hardware ho unito l’unica vera differenza tra questa installazione del Dragon Naturally Speaking e le altre fatte in passato. Le precedenti sono avvenute su pc con sistema operativo Windows; questa su Mac con BootCamp.
Ecco cosa scopro: la scheda audio in dotazione al Mac è identificata come Cirrus Logic High Definition Audio; le schede Cirrus sono state recentemente (forum in rete alla mano) protagoniste di problemi su macchine Apple utilizzanti BootCamp che hanno compreso una forbice che va dall’assenza totale di suono, alla gestione di suono esercitata a volume eccessivamente basso.
In alcuni forum si è parlato di un problema software risolvibile utilizzando per le schede Cirrus i drivers della Realtek.
La Cirrus pare abbia poi posto rimedio al problema (che ha suscitato a suo tempo fervide proteste da parte degli sfortunati Bootcampisti possessori di Mac dotati delle sue schede), effettivamente sul Mac del mio cliente il suono su Xp viene riprodotto, ma evidentemente si tratta di una soluzione utile solo per un uso standard della macchina.
Infatti se si oltrepassa il limite dello standard utilizzando un programma come il Dragon Naturally Speaking, la scheda audio non è più in grado di lavorare (neanche con i driver Realtek).
Evidentemente la qualità audio richiesta da un programma di riconoscimento vocale è ancora troppo alta, rispetto a quella che la Cirrus è riuscita a raggiungere per risolvere i problemi di volume denunciati dagli utenti Mac che utilizzano Boot Camp.
L’ alternativa che resta dunque è provare, da Leopard, il MacSpeech e sperare che il lavoro della Cirrus sul lato Apple sia stato migliore.
E’ forse un azzardo, ma prima di rassegnarsi a utilizzare il riconoscimento vocale solo su pc, è utile provarci.
In post successivi racconterò gli sviluppi di questa vicenda.

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Thomas Pistoia

Passare a Linux

E’ arrivato il momento di parlare un po’ del sistema operativo del pinguino e del suo progressivo diffondersi.

Come al solito il nostro mondo si distingue per la sua capacità di esaltare le contraddizioni, per cui non ci stupisce più di tanto che un SO così potente sia relegato nel (per fortuna) paradiso dei prodotti di nicchia, La moltitudine privata e quella delle pubbliche amministrazioni intanto si ostinano ad accettare il pedaggio/balzello cui ci costringe Microsoft con le sue licenze, soprattutto al momento dell’acquisto di un nuovo pc (ben verranno le prossime class action contro il colosso di Redmond).

Linux è software libero, non costa e si evolve grazie alla condivisione di informazioni tra gli sviluppatori che contribuiscono e vogliono contribuire al suo miglioramento.

Nasce dalla folle idea di uno studente finlandese di informatica, Linus Torvalds, che forse, all’epoca non poteva immaginare che stava realizzando qualcosa di tanto rivoluzionario. Consiglio spesso ai miei clienti di provare Linux, soprattutto quando si lamentano della presenza nel loro pc di virus e schifezze varie,;quando compaiono le pagine blu, quando la macchina si blocca senza neanche più mostrare il ridicolo messaggio di un tempo “il programma ha eseguito un’operazione non valida e sarà terminato”.

Non è semplice convincerli. Linux si porta purtroppo dietro la reputazione di sistema complicato,. Alcuni pensano addirittura che sia ancora fermo a un’operatività da tastiera tipo Dos (anche se nel suo caso si chiamerebbe Unix). Anni fa era davvero così. Però gli sviluppatori hanno avuto l’intelligenza di capire che per riuscire ad avere una diffusione bisognava renderlo accessibile a tutti, utilizzare i menu, le finestre, le immagini, la grafica.

Ricordo ancora la prima distribuzione che ho installato nella mia vita, la Suse 6.0 (notti insonni a formattare e riformattare un povero portatile, fino alla vittoria). Si cominciava così, dalle distribuzioni di aspetto più amichevole e diventavi “guru” quando riuscivi a installare la mitica Debian, la Gentoo o la Slackware.

Per chiarezza cito da Wikipedia: “Non esiste un’unica versione di Linux ma esistono diverse distribuzioni (chiamate anche distro), solitamente create da comunità di sviluppatori o società, che scelgono, preparano e compilano i pacchetti da includere. Tutte le distribuzioni condividono il kernel Linux (sia pur in versioni diverse e spesso personalizzate), mentre si differenziano tra loro per il cosiddetto “parco software”, cioè i pacchetti preparati e selezionati dagli sviluppatori per la distribuzione stessa, per il sistema di gestione del software e per i servizi di assistenza e manutenzione offerti.”

Oggi l’installazione di queste distribuzioni (anche della mitica Debian) è diventato un gioco per bambini: procedure guidate semplici e chiare che consentono in pochi minuti la presenza di Linux su un qualsiasi pc. L’approccio a video è molto simile a quello di Windows e si possono addirittura scegliere diversi Desktop Manager. Il più simile a Windows direi che è KDE, cito anche GNOME che rende la grafica di Linux molto somigliante a quella dei Mac della Apple. Poi ci sono alternative leggere come Fluxbox che consentono l’utilizzo di Linux anche su Pc datati.

E le distribuzioni si sprecano.

Io uso la Fedora, che personalmente trovo ottima per l’attività lavorativa e professionale, ma ne esistono di altrettanto affidabili e potenti: Knoppix, Ubuntu, Suse, Mandriva, Sabayon, Mepis… e potrei continuare per ore.

C’è solo da scegliere: è sempre Linux, quello invulnerabile, quello che non si ferma mai, ottimo anche per l’hosting dei siti internet che si realizzano.

La materia è comunque immensa, ma per chi vuole cominciare il primo passo è senz’altro l’uso di un LiveCd, cioè un comune cdrom contenente una distribuzione Linux che, una volta inserito, “trasforma” il pc in una macchina che utilizza Linux. Questo consente all’utente inesperto di prendere confidenza gradualmente. Facilissimo trovare una ISO da scaricare in rete, qui potete scaricare ad esempio quella della Fedora.

Disinserito il cd, il pc torna quello di sempre.

E senza Linux assune un’aria più… malinconica :-)

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Thomas Pistoia

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