
Succede. Raramente, ma succede. Non sempre il cliente è una persona corretta.
A me è capitato con un’americana che non voleva pagare e fino ad oggi, alla fine, non ha pagato. Ma non è questo il punto.
Il punto è che pur di non pagare la signora ha utilizzato un “trucco” che vale la pena descrivere, anche per mettere in luce alcune zone oscure del sistema di pagamento più utilizzato in rete: PayPal.
Ma andiamo con ordine, ecco, brevemente, i fatti.
La signora ha pattuito un tot per la creazione di un sito internet. Per contratto avrebbe avuto la possibilità di pagare con bonifico o bollettino. però a lavoro terminato, dopo aver cambiato le password Ftp ha deciso di non pagare. L’ho minacciata di azione legale ma non ho avuto risposte. Ho ricevuto invece all’improvviso parte del pagamento sul mio account PayPal.
Il sito che avevo realizzato prevedeva l’implementazione della classica icona di PayPal per i pagamenti online. Durante la lavorazione per provare il corretto funzionamento del sistema avevo fatto un finto pagamento online di prova alla signora; in questo modo per me normale e fortuito la stessa è venuta a conoscenza dell’indirizzo mail del mio account Paypal e ha potuto quindi indicarlo come destinatario di un pagamento.
Ho dunque ricevuto questo pagamento. Solo una parte della somma che mi spettava, non tutta.
Effettivamente mi sono chiesto come mai la signora (chiamiamola così) avesse scelto per mandarmi la somma proprio Paypal. Alla fine mi son detto “l’avrà trovato più comodo” e pensando che alla fine stavo ricevendo parte di una somma che avevo perso la speranza di recuperare (se non rivolgendomi con tutti i rischi che ciò comporta ad un giudice), ho tirato un sospiro di sollievo e ho preso atto della nuova entrata sul mio account.
E qui comincia la vera storia.
Pochi secondi dopo Paypal mi ha comunicato una procedura di chargeback avviata dalla signora ai miei danni.
Spieghiamo cos’è il chargeback. In pratica la tipa ha asserito che non ha fatto lei il pagamento ma qualcuno lo ha fatto in sua vece senza autorizzazione… e Paypal, dopo aver ricevuto la comunicazione della società emittente la carta di credito della tizia, mi ha bloccato i fondi.
Per chiarezza segnalo come il sito di Paypal descrive la procedura di chargeback: https://www.paypal.com/it/cgi-bin/webscr?cmd=xpt/cps/seller/ChargebackRisk-outside
Ma la vera domanda è: perchè tutta questa pantomima ? Perchè fingere un pagamento e poi contestarlo ? Sul momento sono rimasto inebetito, col tempo ho capito che la signora stava sfruttando uno delle anomalie più frequenti di Paypal per fregarmi.
In pratica ha fatto questo ragionamento: rischio di finire davanti al giudice per non aver pagato, come mi difendo ? Fingendo di aver subito un danno pure io, accusando la controparte di aver utilizzato il mio accesso a Paypal. E’ pur vero che questo piano denota una forte ignoranza informatica da parte della signora che confonde i dati di accesso Ftp (che lei mi aveva effettivamente dato per lavorare sul sito) con i dati di accesso a Paypal che non poteva avermi dato e che nulla c’entrano con l’Ftp.
Ignoranza informatica, oppure… certezza che è difficile spiegare a uin giudice magari a digiuno dell’argomento che le due cose sono incompatibili, E si sa, quando si entra in tribunale non si è mai sicuri di quando e come se ne esce.
Inizialmente però il suo piano non è riuscito. Ho inviato a PayPal la documentazione che attestava che tra noi c’era un contratto, una fattura, un carteggio mail che c’era stato durante il lavoro. Passato qualche giorno Paypal mi ha restituito il denaro (che ho provveduto subito a trasferire altrove, non si sa mai).
Ho fatto bene a trasferirlo e a tenere l’account PayPal a zero.
Perchè dopo qualche mese, altra procedura di chargeback (??) e il mio account finisce in negativo.
La signora (continuiamo a chiamarla così) ci riprova. Paypal, come nel primo caso mi comunica che sta tutelando la mia posizione presso la società emittente la carta di credito della controparte e mi invita a rinviare la documentazione che attesta la legittimità dei soldi ricevuti.
Ma come ? La documentazione già ce l’hanno ! Va bene rimando tutto. Ma i giorni passano…
Grazie all’aiuto del sito http://te-lo-do-io-paypal.spaces.live.com/ (che non ringrazierò mai abbastanza) scopro che il mio caso è molto comune (anche se avviene per lo più ai danni di venditori ebay) e che normalmente a nulla valgono le proteste della moltitudine di malcapitati che a fronte di un compratore scorretto non si vedono adeguatamente tutelati da Paypal (segue qualche esempio sparso, anche straniero):
http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-1101490.html
http://www.axnet.it/forum/paypal-e-chargeback-t318979.html?s=15dbb3a56c614c07cb80770b668d62df&
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=chargeback+paypal&aq=f
http://www.ebaygeneration.com/forum/showthread.php?p=552588
http://www.paypalsucks.com/
Protesto con una mail indirizzata anche alla filiale italiana di Paypal. Ricevo una loro telefonata nella quale mi dicono che non capiscono il perchè del chargeback, secondo loro la transazione non ha problemi nè anomalie. Mi invitano ad aspettare ancora.
Dopo circa due mesi, trovandomi ancora con l’account Paypal in negativo ho chiesto nuovamente informazioni via mail. Poco dopo la mia richiesta è giunta la comunicazione che il chargeback della sefdicente signora era stato accettato, Che combinazione ! E se non gli scrivevo ?
Sintesi finale:
Cosa ha ottenuto la signora: un sito nuovo senza spendere una lira, utilizzando un’anomalia di Paypal di cui pochi sono a conoscenza. Ecco perchè non ha pagato con i sistemi previsti dal contratto che avevamo stipulato, ma ha preferito Paypal ! A me non resta che l’azione legale nei suoi confronti con tutte le incognite che ciò comporta. Si è insomma comportata come quei compratori Ebay che ricevono l’oggetto, avviano il chargeback e ottengono di nuovo il denaro speso grazie a PayPal.
Le colpe di Paypal: si trincera dietro il proprio regolamento e dietro mail preconfezionate, in realtà NON tutela affatto il venditore, NON rilascia nulla di scritto (per es. un verbale) da cui si possano capire le ragioni dell’approvazione del chargeback. Sono stati tolti i soldi al mio account e io non so perchè, cosa ha detto la controparte per sostenere la sua falsa tesi, non ho potuto contrastare con mie argomentazioni le dichiarazioni mendaci della signora. Non c’è neanche il diritto sacrosanto alla difesa, la possibilità di contattare personalmente la società della carta di credito o di difendersi personalmente tramite un proprio avvocato.
Il fatto poi che nell’immediatezza della mia ultima mail sia arrivata la comunicazione dell’approvazione del chargeback mi da la certezza che Paypal non mi abbia assolutamente tutelato durante tutta la procedura, decidendo di chiudere la controversia quando le mie richieste di informazioni cominciavano forse a diventare troppo insistenti. La domanda che ponevo più assiduamente era: come mai il primo chargeback aveva fallito e il secondo no ?
Questa volta sono stato danneggiato senza una mia volontà, dato che l’iniziativa di usare Paypal è stata della signora (che ben conosce il sistema).
In tutti i casi per ciò che mi riguarda, dopo aver scoperto cosa si rischia, non utilizzerò mai più Paypal neanche per questioni private. Questa incapacità o rifiuto di tutelare anche il venditore per ciò che mi riguarda è un disservizio, null’altro.
Mi sono messo dunque alla ricerca di un’alternativa. Per adesso, ad esempio ho individuato moneybookers.com
Staremo a vedere.
Thomas Pistoia
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Informazioni molto interessanti.
Mi sono registrato per dire cosa penso di moneybookers che vedo si segnala come valida alternativa a Paypal.
Lo sconsiglio con tutte le mie forze, ho un importo di oltre 300€ bloccati da ormai un anno o più. motivazione? una persona con cui ho avuto una transazione (io venditore, lui acquirente) ha fatto qualche imbroglio ed hanno bloccato il suo conto, e tutti quelli che hanno avuto una relazione con esso. Ho dato la mia documentazione per sbloccarlo, ma non basta, devo attendere che l’incriminato faccia lo stesso. attendo da più di un anno come ho detto. Procedere per vie legali? vincerei di sicuro, ma ne vale la pena?
quando si tratta di denaro non c’è niente di sicuro purtroppo.
Io non segnalo moneybookers come “valida” alternativa. Lo segnalo come alternativa e basta. Tant’è che concludo con uno “staremo a vedere” che presuppone che solo con il tempo potrò giudicarlo.
Accolgo quindi volentieri la tua preziosa esperienza che mette a nudo un altro “difetto” dei sistemi di pagamento online.
Tienici informati.