Dieci anni di creazione siti internet e assistenza hardware e software






Sembra ieri.
Quante speranze quando ho realizzato il logo in quelle due iniziali T e P…
Poi il primo sito, il secondo, e nel tempo il primo gruppo di affezionati clienti…
Oggi i clienti sono di più (per fortuna) e con ognuno di loro i rapporti sono sempre cordiali, amichevoli. Si lavora ma si ride e si scherza, anche…
Si affrontano e si risolvono nuovi problemi ed esigenze sempre con grande serenità.
Una clientela che è anche una famiglia :-)
Quindi creazione siti internet, assistenza hardware e software, consulenza informatica che vanno avanti da 10 anni.
Un bel traguardo. Abbiamo clienti sparsi un po’ ovunque in Italia, dalla Toscana (Empoli, Firenze) fino al nord e sud Italia… Ultimamente anche qualche cliente all’estero…
No, non chiamiamolo traguardo. E’ una tappa :-)
Spero tra altri 10 anni di ritrovare qui tutti i miei clienti, insieme ai nuovi che nel tempo si saranno aggiunti, di poter di nuovo tracciare un bilancio positivo e sereno del nostro lavoro e della nostra presenza sul web.
Quindi, dopo aver tirato solo un attimo il fiato, ricomincia la corsa.
Lo Studio web e Informatica riparte per altri dieci anni di… lavoro lavoro lavoro… :-D
Fino al 2021 :-)

Thomas Pistoia

Hai bisogno di assistenza software ? Clicca Qui !

La tua azienda ha bisogno di un sito internet ? Richiedi qui il tuo preventivo !

La pasta termoconduttiva e la temperatura del pc.

Un pc desktop che in piena estate si spegne da solo. Il cliente lì a lavorare e – tac - dopo neanche 5 minuti di attività lui si spegne. Stessa cosa ad ogni riavvio.

Esclusi tutti i problemi software, la prima ipotesi è stata un surriscaldamento eccessivo dovuto al clima. Quindi ho controllato la temperatura impostata nel Bios, ne ho alzato il limite previsto, ma nulla. Controllo delle ventole… nulla. Cambio dell’alimentatore… nulla.

Restava un’unica spiegazione, ma si tratta di casi… Possibile che…

E invece era proprio così.

Rimosso il dissipatore scopro che tra lui e il processore la pasta termoconduttiva non c’è. Chi se l’è mangiata ? :-) Ma soprattutto cos’è la pasta termoconduttiva e a che serve ? Si tratta di una sorta di “dentifricio”, sovente di colore bianco, che, posto tra la base non perfettamente piana della ventola e il processore elimina la presenza dell’aria tra i due, consentendo così alla ventola di “espellere” il calore lontano dalla CPU. L’aria infatti è un pessimo conduttore di calore. La pasta termoconduttiva viene venduta di norma in siringhine.

E’ sufficiente una goccia grande quanto un chicco di riso sul processore.

Poi ho rimontato il dissipatore e la ventola e…

Cliente contento, il pc non si è più spento :-)

Thomas Pistoia

Hai bisogno di assistenza software ? Clicca Qui !

La tua azienda ha bisogno di un sito internet ? Richiedi qui il tuo preventivo !

Gestigas e la creazione di un sito (inostrigas.it) per un Gruppo di Acquisto Solidale

Innanzitutto, cos’è un gruppo di acquisto solidale ?
Rubo la definizione da uno dei tanti siti che affrontanto l’argomento: “un gruppo d’acquisto e’ formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.” Diventa “solidale” perché “decide di utilizzare il concetto di solidarieta’ come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta’ che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che – a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze – subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.”
Abbiamo dovuto imparare questo prima di dare il via alla creazione del sito internet inostrigas.it, dominio ufficiale del Gruppo di Acquisto Solidale della Val di Nievole.
La sezione pubblica, contenente le pagine di presentazione e descrizione dell’attività, il modulo dei contatti e le news, è stata realizzata su una piattaformna blog, che consente agli incaricati del gruppo di inserire autonomamente testi e immagini tramite un comodo pannello di controllo.
La vera peculiarità di questo sito risiede invece nel gestionale, un progetto Open Source denominato GestiGas. Questo software consente appunto di gestire con Php+Mysql tutte le attività di un gruppo di acquisto solidale (anagrafica di aderenti, produttori e fornitori, disponibilità dei prodotti, magazzino, spese, ma soprattutto gli ordini, effettuabili appunto anche via internet).
Di non facilissima installazione, una volta settato lo script lavora bene e svolge perfettamente il suo lavoro.
Moduli facilmente comprensibili, gestione intuitiva, amministrazione esercitabile anche da non esperti di informatica.
Siamo a disposizione di altri Gruppi di Acquisto Solidale che volessero utilizzare GestiGas sul loro sito internet :-)

Thomas Pistoia

Chiunque abbia bisogno di un sito con queste caratteristiche può contattarci per qualsiasi informazione o preventivo.

Il Panda Update di Google

Il Team di Google Search cerca sempre di migliorare la qualità delle ricerche, questo non solo nelle loro dichiarazioni ma anche nei fatti perché continuare a offrire risultati pertinenti con le query immesse è oggettivamente nei loro interessi. In rete sono diversi anni che stanno proliferando siti che non offrono contenuti originali ma che sono strutturati in modo da essere nelle prime posizioni delle ricerche di Google.

Il metodo usato è quello di monitorare le keyword di ricerca e di costruire dei post aventi dei titoli corrispondenti, poco importa poi se l’utente non trova effettivamente le informazioni di cui aveva bisogno. Anzi meglio, così poi clicca sulla pubblicità. Sono le cosiddette Content Farm e proprio per penalizzarle, Google sta modificando il suo algoritmo. Questo aggiornamento è stato appunto chiamato Panda Update o Farmer Panda Update.

Negli Stati Uniti è già stato introdotto il 24 Febbraio 2011 e esteso a tutti i siti di lingua inglese l’11 Aprile 2011. Non è ancora dato sapere quando sarà applicato in Italia. Si tratta comunque di aspettare qualche settimana al massimo. Negli USA l’aggiornamento ha avuto due fasi. C’è chi si è salvato dalla prima ondata ed invece è stato colpito nella seconda. C’è stato anche chi è stato ingiustamente penalizzato durante il primo aggiornamento e quindi riqualificato nella seconda tornata.

In sostanza l’obiettivo di Google è quello di misurare mediante algoritmo la qualità di una pagina, non solo tramite la quantità di link in entrata e la bontà delle parole chiave ma anche attraverso la reputazione del sito e l’autorevolezza del contenuto.

Dai effettivamente delle informazioni utili agli utenti? Scrivi in modo professionale e senza errori grammaticali?

E’ evidente come sia difficoltoso calcolare questi parametri. Google ha deciso di investire del compito un gruppo di persone in modo da valutare un certo numero di siti scelti come test del Panda Update. Le informazioni raccolte sono state elaborate e trasformate in un algoritmo. Si tratta quindi di dati che sono presumibilmente in continua evoluzione. In questo contesto destano particolare importanza anche la recente introduzione dell’estensione per Chrome Personal Blocklist e il lancio del pulsante +1.

Per il momento ci sono dei dati solo per i siti di lingua inglese e riguardano l’Europa limitatamente alla Gran Bretagna e all’Irlanda. I siti su cui ha picchiato più duro il nuovo algoritmo sono eHow con una perdita di traffico del 72,3%, EzineArticles con un -78%, Mahalo con un -77%. HubPages si era salvato alla prima tornata ma ha avuto una batosta di un  -85,72% alla seconda. Suite101 ha avuto il calo più vistoso con un  -95,39% insieme a Xomba con un -93,83%. Stiamo parlando dei siti più grossi ma l’impatto si è certamente fatto sentire anche su moltissimi portali medio piccoli. Come sempre succede, se c’è qualcuno che scende c’è sempre qualcun altro altro che sale. Questi dati li ho raccolti da WebProNews:

  • youtube.com ha guadagnato il 18.93% in visibilità.
  • google.com ha guadagnato il 6.14% in visibilità.
  • google.co.uk ha guadagnato il 3.99% in visibilità.
  • blogspot.com (Blogger) ha guadagnato il 22.8% in visibilità.
  • android.com ha guadagnato il 33.92% in visibilità.

I più sospettosi potrebbero pensare che Google si sia fatto un algoritmo su misura per i suoi servizi ma non è così. Ecco un altro elenco di siti beneficiati dal Panda Update che sono oggettivamente dei concorrenti di Google:

  • yahoo.com ha incrementato del 9.47%
  • apple.com ha incrementato del 15.19%
  • facebook.com ha incrementato del 9.14%
  • dailymotion.com ha incrementato del 17.80%
  • wordpress.com ha incrementato del 18.62%
  • msn.com ha incrementato del 8.13%
  • metacafe.com ha incrementato del 6.45%
  • vimeo.com ha incrementato del 18.85%
  • flickr.com ha incrementato del 12.39%
  • typepad.com ha incrementato del 43.86%
  • tripadvisor.co.uk ha incrementato del 7.81%
  • mozilla.org ha incrementato del 19.44%
  • windowslive.co.uk ha incrementato del 29.46%
  • live.com ha incrementato del 6.62%

Giusto tre giorni fa uno degli ingegneri più importanti di Google in ambito Search, Amit Singhal, ha pubblicato un articolo su Webmaster Central Blog con l’intento di fornire delle linee guida agli webmaster di ogni livello. Dopo aver osservato che:

  • Panda è solo uno delle oltre 500 migliorie che quelli di Google intendono fare all’algoritmo in questo anno 2011
  • Dopo Panda sono state già introdotte un’altra dozzina di modifiche e che quindi variazioni significative di traffico possono essere erroneamente imputate a Panda ma dovute ad altra causa
  • Invece che concentrarsi sull’algoritmo conviene focalizzarsi nell’offrire contenuti validi e una esperienza positiva agli utenti

Ha poi elencato la serie di domande che il Team di Google ha poi tradotto in un algoritmo. Le riassumo in una libera traduzione.

  1. Ti fideresti delle informazioni presentate in questo post?
  2. Questo post è stato scritto da un esperto o da un appassionato che conosce bene l’argomento oppure è di natura superficiale?
  3. Il sito è formato da contenuti duplicati e ridondanti con poche differenze nelle parole chiave?
  4. Ti fideresti a dare i dati della tua carta di credito a questo sito?
  5. L’articolo ha errori di ortografia di stile o concettuali?
  6. Gli argomenti trattati sono effettivamente quelli che interessano i lettori del sito o sono solo creati a beneficio della SERP sui motori di ricerca?
  7. L’articolo fornisce contenuti originali, ricerche e analisi inedite?
  8. Il post fornisce qualcosa in più rispetto ad altri simili sul web?
  9. Che tipo di controllo sulla qualità viene fatto ai contenuti della pagina?
  10. L’articolo descrive entrambe le facce della medaglia?
  11. Il sito è una autorità riconosciuta nel suo ambito?
  12. Il contenuto è prodotto in forma industriale su larga scala da molte persone e pubblicato su molti siti in modo che le singole pagine non siano molto curate?
  13. L’articolo è scritto bene, con buono stile o è sciatto e scritto in fretta e furia?
  14. Per una ricerca sulla medicina o sulla salute vi fidereste di questo sito?
  15. Riconoscete questo sito come fonte autorevole quando viene citato per nome?
  16. L’articolo tratta l’argomento in modo completo senza lesinare in particolari?
  17. Il post contiene informazioni penetranti e interessanti che vanno oltre l’ovvietà?
  18. Metteresti questa pagina nei Segnalibri, la condivideresti con amici o la suggeriresti?
  19. Questa pagina ha una quantità di annunci pubblicitari tali da distrarre o comunque interferire con i contenuti principali?
  20. L’articolo secondo te sarebbe meritevole di apparire in un giornale, una rivista, un libro o una enciclopedia?
  21. Gli articoli del sito sono brevi, mancanti di consistenza o comunque privi di particolare interesse?
  22. La varie pagine del sito sono pubblicate con cura e attenzione ai dettagli?
  23. I navigatori si lamentano quando vedono pagine di questo sito?

Secondo Amit Singhal l’algoritmo è il frutto delle risposte a queste domande. I webmaster che sono stati colpiti dal Panda Update, o che hanno paura di esserlo nel prossimo futuro, devono porsi questi quesiti e concentrare i loro sforzi nella creazione di post di alta qualità. Una informazione ulteriore che ci viene data nell’articolo citato è che contenuti di bassa qualità presenti in una parte del sito possono avere un impatto negativo sul sito nella sua interezza. L’invito è quindi quello di migliorare tali post di basso livello o al limite spostarli in un diverso dominio. [...]

(Fonte: ideepercomputeredinternet.com)

L’ invio dei certificati di malattia online e il sistema informatico italiano

Ho avuto modo di seguire da vicino i recenti disagi incontrati dai medici di base nel mettere in pratica le ultime drettive governative in merito all’invio telematico dei certificati di malattia.
Nel seguire alcuni clienti ho potuto constatare di persona il caos che è scaturito dalla messa in opera di questo nuovo protocollo.
Da precisare che per i medici i quali per diversi motivi proseguissero la stesura e l’invio dei certificati utilizzando le modalità precedenti sono tuttora previste sanzioni severe, che giungono finanche al licenziamento. Bisognerebbe però vedere se il sistema Italia è informaticamente pronto a gestire questo passo deciso verso la digitalizzazione amministrativa.
Direi di no.
Innanzitutto partiamo da una situazione di pregressa inadeguatezza strutturale. La banda larga italiana è vittima di problemi atavici enormi. In Italia usiamo ancora i doppini Telecom degli anni 70 (chi usa l’adsl Fastweb lo sa) che a malapena consentono una connessione decente, figuriamoci cosa succede se chiediamo alla nostra rete di gestire un traffico di dati enorme come può essere quello della sanità italiana.
Infatti i problemi ci sono stati, non solo informatici, ma anche burocratici e amministrativi. Se da un lato all’invio del certificato di malattia il server rispondeva “Bad Request” o “sito sovraccarico”, dall’altro non tutti i medici hanno ricevuto i dati di accesso, o non tutti i software sono stati immediatamente compatibili  col nuovo sistema.
Ho potuto sperimentare personalmente il Mille ACN della Millennium, che, utile a quei medici già utilizzatori del Millewin, ha sofferto qualche disservizio prima di essere in grado di inviare i certificati di malattia (circostanza ammessa dagli stessi operatori del suo Call Center).
Per ciò che riguarda il sito della SOGEI (società di Information and Communication Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze) sistemats.it ho dovuto recarmi presso la Asl di competenza del medico mio cliente per poter ottenere nuove credenziali di accesso (le prime non funzionavano). Aneddoto: un giovane di 19-20 anni ha esaminato insieme a me le problematiche, Pensavo fosse un informatico incaricato dalla Asl o dal Ministero. Invece alla fine mi ha confidato: “Lei ne capisce certamente più di me, io il pc lo uso solo a casa per guardare i film… Sto facendo il Servizio Civile e mi hanno messo qui a cercare di aiutare chi ha difficoltà”.
Comunque il sistema funziona più o meno in questo modo: il medico compila un form (su sistemats.it o su un software predisposto collegato al portale) contenente i dati del paziente. Il sistema registra immediatamente il certificato e restituisce dopo pochi secondi il numero di protocollo assegnato allo stesso. Il medico può salvare sul proprio pc il pdf del certificato e stamparne copia per il paziente.
Tutto bellissimo.
I medici di base sono stati però costretti a insorgere di fronte ai frequenti down del sistema, anche alla luce delle sanzioni che a questo punto sarebbero state comminate ingiustamente. Il fatto stesso che il ministero sia stato costretto a istituire un numero verde per l’invio anche telefonico dei certificati di malattia dimostra che i problemi sono ancora molteplici: la già citata inadeguatezza della banda larga (in alcuni territori peraltro ancora assente), la difficoltà in alcune ore del giorno (le cosiddette “ore di punta”) di trasmissione dei dati, la possibile non disponibilità di un pc da parte del medico, il fatto che il sistema funziona tuttora a macchia di leopardo, collegamenti internet bloccati, mancato riconoscimento delle credenziali. dati del paziente che non trovano riscontro con quelli in possesso dell’Inps.
Tralascio la difficoltà logistica che può avere il medico nel dover stilare un certificato presso il domicilio del paziente.
Il tutto alla fine comporterebbe (e ha comportato in questi primi giorni) disagi innanzitutto per i pazienti, che in molti casi sono rimasti in fila, in attesa che il medico cercasse di risolvere con l’aiuto di un numero verde spesso irraggiungibile tutti questi problemi.
Vedremo come si svilupperà la vicenda. Per ciò che mi riguarda sono comunque riuscito (disservizi permettendo) a consentire ai miei clienti medici di poter inviare i certificati online… è stata dura, ho dovuto studiarmi tutto il sistema, ma alla fine ce l’ho fatta :-D
Da questa esperienza traggo un pensiero: bisognerebbe cominciare ad adattare alla nostra epoca il pensiero di Cavour, volgendolo magari al contrario: prima di informatizzare gli italiani, è necessario informatizzare l’Italia.

Thomas Pistoia

Hai bisogno di assistenza software ? Clicca Qui !

La tua azienda ha bisogno di un sito internet ? Richiedi qui il tuo preventivo !