Caso Radioitalia: la WIPO nega la riassegnazione del nome a dominio

Nulla di fatto per RadioItalia che si era rivolta alla WIPO (World Intellectual Property Organization) rivendicando il diritto all’utilizzo del nome a dominio “radioitalia.com”, registrato da una società americana. La nota emittente radio infatti si è vista negare la riassegnazione del nome a dominio dal collegio di saggi chiamato a pronunciarsi sulla questione.

La Ricorrente, Radio Italia S.p.A., assegnataria del nome a dominio radioitalia.it e titolare di un analogo marchio registrato presso l’UIBM, nel proprio ricorso ha affermato di essere stata assegnataria anche del nome a domino “radioitalia.com” dal 1996 al 2000, anno in cui per errore non si era proceduto al rinnovo dello stesso. In seguito a tale evento, una società con sede ad Hong Kong aveva effettuato la registrazione del dominio contestato, che nel 2005 veniva trasferito alla Resistente. La Ricorrente ha contestato la registrazione del dominio in quanto sarebbe utilizzato secondo quello che viene comunemente definito come “domain parking”, ossia una pagina generica contenente links pubblicitari.

Come previsto dalla procedura il collegio ha valutato la sussistenza degli elementi necessari per poter disporre la riassegnazione, ossia:

1) L’identità o confondibilità del nome a dominio con un marchio i cui diritti sono riferibili al ricorrente;

2) L’assenza di diritti o interessi legittimi in capo al Rispondente (convenuto) in relazione al nome a dominio contestato;

3) La sussistenza di mala fede al momento della registrazione del domini o durante il suo utilizzo.

Per quanto concerne il primo elemento necessario, la ricorrente non ha avuto alcun problema nel dimostrare l’identità del dominio contestato con la propria denominazione sociale, con un marchio depositato sin dal 1995 e rinnovato nel 2005, così come è stata in grado di dimostrare la propria notorietà in ambito nazionale. Tuttavia il Collegio ha ritenuto che il Ricorrente non sia stato in grado di dimostrare l’esistenza di diritti relativamente al marchio “Radio Italia” negli Stati Uniti.

A questo punto il collegio invertendo l’ordine previsto dalla procedura ha proseguito valutando prima il terzo elemento relativo alla sussistenza della mala fede.

Sul punto le parti hanno sostenuto due tesi contrapposte, in particolare la Ricorrente ha considerato la registrazione ed il relativo “parcheggio” del dominio, come atti comprovanti la mala fede della Resistente. Quest’ultima ha a sua volta ammesso di registrare nomi a dominio non rinnovati nella speranza di generare entrate attraverso campagne pubblicitarie pay per click, respingendo tuttavia qualsiasi intento illecito e richiamando numerose pronunce in merito.

Il Collegio in merito effettua diverse osservazioni in base alle quali ritiene innanzitutto che “L’uso di un nome di dominio per pubblicizzare di terze parti non è di per sé illegittimo secondo la Policy, a condizione che il Resistente non tragga un indebito vantaggio dai diritti del Ricorrente”. In secondo luogo lo stesso Collegio ritiene che il nome a dominio contestato non abbia una evidente capacità distintiva, pertanto appare plausibile che la sua registrazione sia avvenuta facendo riferimento al suo significato descrittivo “Radio Italia”. Una ulteriore considerazione viene riservata al ritardo con cui la Ricorrente si è attivata per recuperare il dominio in contestazione, circa 10 anni, che inducono il giudicante a ritenere l’assenza di un reale interesse da parte della Ricorrente nei confronti del dominio.

In base a tali valutazioni il Collegio ha ritenuto insussistente l’elemento della mala fede, rigettando il ricorso.

(Fonte: altalex.it)

Siti Internet con Effetto Youtube

L’avvento di Youtube e di tutte le piattaforme sue similari (Daily Motion, Megavideo ecc. ) ha senz’altro rivoluzionato il mondo del web introducendo un nuovo modo di fare comunicazione, soprattutto nel campo dell’informazione (chiunque può documentare un evento filmandolo con un semplice cellulare e mettendolo poi in rete a disposizione di tutti).
Anche nel campo della realizzazione di siti web Youtube ha acquistato subito un ruolo fondamentale, direi quasi televisivo, in alcuni casi addirittura cinematografico, soprattutto in campo aziendale, dove l’impatto pubblicitario è stato più evidente.
E’ ovvio infatti che laddove fino a poco tempo fa si potevano mostrare luoghi, persone, prodotti solo tramite testi e fotografie, diventa estremamente più affidabile e potente il messaggio offerto da un video.
Analizziamone velocemente le ragioni.
Il video ci consente di mostrare un prodotto in modo più reale. Il filmato in tecnologia Flash, per esempio, riesce tutt’al più a spettacolarizzare l’oggetto, ma non riesce a dare la stessa sensazione di vero che può nascere nel navigatore che osserva il prodotto nel suo ambiente, tenuto nelle mani di qualcuno, descritto dalla voce di una persona vera.
Lo stesso dicasi per i luoghi: possiamo invitare il potenziale cliente a “entrare” nel nostro negozio, possiamo mostrargli la nostra attività, descrivergli personalmente il nostro lavoro.
Poi, quella che a mio parere è un’arma straordinaria: la possibilità di farsi vedere in faccia. Ciò che prima una fotografia poteva fare con scarso successo, oggi è consentito da un filmato. Il titolare di un negozio online ad esempio, in un’intervista, parla, si muove, mostra i suoi prodotti, il luogo in cui si svolge l’attività. Lo stesso può fare il gestore di un’attività turistica presentando la sua struttura, le bellezze naturali del luogo, gli arredamenti dei locali.
La potenzialità del messaggio sta nel fatto che non si tratta di attori, non recitano, sono persone che parlano come se davvero lì con loro ci fosse un visitatore, un cliente, un ospite a cui illustrare le proprie offerte.
Si instaura dunque, soprattutto nel caso del commercio elettronico, un maggiore rapporto di fiducia. L’acquirente vede in viso il venditore, ci fa conoscenza, entra in contatto con lui, sì, in maniera virtuale, ma in un contesto più simile al vero.
Ecco perchè propongo sempre ai miei clienti, soprattutto a quelli che vendono online, quella che io chiamo “l’intervista”.
Il servizio è offerto dallo stesso Studio Web&Informatica: ci rechiamo dal cliente e con la videocamera realizziamo il filmato. Dopo aver vinto la consueta timidezza del protagonista (succede sempre che il cliente sia un po’ nervoso a inizio ripresa :-) ), lo guidiamo e gli facciamo capire che appunto non si tratta di una recitazione: deve comportarsi semplicemente come se in quel momento, lì con noi, ci fosse un cliente.
La naturalezza dei comportamenti porta sempre a risultati ottimi, spesso simpatici proprio dal punto di vista umano.
C’è poi un altro vantaggio non meno importante: la possibilità di realizzare per ogni sito internet di volta in volta diversi filmati consente l’apertura di un canale Youtube. Quasi un secondo sito, un’ulteriore presenza in rete, indicizzata e registrata da Google, fonte dunque di incremento visite e potenziali nuovi affari :-)

Thomas Pistoia

Siti internet e tasto destro del mouse

Una cliente mi ha posto un problema purtroppo senza soluzione e oggetto da anni di discussioni e tentativi di risoluzione.
Come possiamo evitare che i contenuti di un sito internet vengano copiati ?
Risposta: è impossibile.
Non esiste attualmente alcuna possibilità di evitare seleziona e copia-incolla dei testi, nè di evitare il salvataggio delle immagini. La maggior parte delle soluzioni è facilmente aggirabile ed è da tempo entrata nel novero dei “segreti di Pulcinella”.
Analizziamo alcuni casi nel dettaglio.
1) Il messaggio con finestrella: capita su alcuni siti di veder comparire una finestrella con messaggi riferiti al copyright (es. “I contenuti di proprietà esclusiva dell’autore”) ogni volta che si cerca di selezionare/copiare il testo o le immagini. Si tratta di funzioni ottenute con semplici script in javascript (classico quello che blocca il tasto destro del mouse). Ebbene, per poter utilizzare javascript un browser deve avere attivata l’opzione che gli consente di visualizzare ciò che è prodotto da questo tipo di script. Basta disattivare l’opzione (ad es. in Firefox togliere la spunta in preferenze-contenuti-attiva javascript) ed ecco che le finestrelle non compariranno più e il browser ci consentirà di copiare e incollare quello che ci pare.
2) Tag funzionanti solo con alcuni browser: inserire nel tag <body> la seguente sequenza: oncontextmenu=”return false” onselectstart=”return false” ondragstart=”return false” consente ad un tempo di bloccare il tasto destro del mouse e di impedire la selezione del testo, ma… solo se si usa Internet Explorer :-)
3) I META: inserendo il seguente META in <head></head>: <META HTTP-EQUIV=”Imagetoolbar” Content=”no”> impediamo che compaia il menu che consente di salvare un’immagine, ma… indovinate ? Solo con IE :-)
E poniamo il caso che il copione di turno abbia a disposizione solo Internet Explorer. Siamo più sicuri ? No.
Al mattacchione sarà sufficiente effettuare un semplice File-Salva Pagina con nome, o scaricare l’intero sito con uno dei molti tool utili allo scopo disponibili in rete: ed ecco che avrà a disposizione tutto il nostro materiale sul proprio pc.
E non dimentichiamo che il copia-incolla si può fare anche con la tastiera senza usare il mouse ! I sistemi sopra descritti non influiscono sulla Keyboard.
Insomma, per farla breve: se il copione è un untilizzatore di pc medio-basso una sintesi delle possibilità qui elencate può essere un deterrente sufficiente. Ma se il nostro avversario ha un minimo di conoscenza dell’uso di uno o più browser non c’è davvero speranza: se vorrà copiare il nostro materiale o rubare le nostre immagini potrà senz’altro farlo.
Ogni proprietario di un sito internet, se lo desidera, deve innanzitutto segnalare nella propria home page la tutela dei suoi contenuti con gli avvisi (anche minacciosi) del caso. Poi premunirsi come può, perlomeno dai copioni inesperti di informatica, con le fasulle soluzioni che ho qui indicato. Infine può controllare periodicamente in rete se qualcuno ha utilizzato i suoi contenuti. può farlo con una semplice ricerca su Google (facendo il copia-incolla di un un paio di righe del suo sito nel motore di ricerca), oppure utilizzando con lo stesso criterio plagium.com
Individuare il copione, sgamarlo e fargli fare una figura di cacca è il miglior deterrente che esista ! :-)
Thomas Pistoia

Deontologia del sito e-commerce. Creazione di un negozio online.

Una delle tipologie di sito più complesse e delicate da realizzare e senz’altro l’e-commerce.
Per i nostri clienti realizziamo solitamente portali completi con soluzioni di vendita online, vale a dire pagine di rappresentanza e pubblicità standard (chi siamo, dove siamo,ecc.) unite a una sezione dotata di carrello elettronico. La soluzione ideale infatti è questa: un portale con le funzioni classiche che consenta però al cliente di gestire dal medesimo pannello di controllo anche un negozio online, inserendo prodotti e modificando e/o eliminando quelli già esistenti.
Il procedimento è molto semplice: l’amministratore/cliente crea le schede prodotto introducendo con comodità descrizione, prezzo e foto del prodotto. Si pssono impostare promozioni, sconti e coupon, si può indicare la quantità di articoli presenti in magazzino, ecc. Una volta terminata la composizione della scheda del prodotto basta un clic per pubblicarla. E l’articolo è subito online a disposizione di chi vuole acquistarlo.
Di norma impostiamo una procedura per la registrazione dei dati dell’acquirente, ovvero chi vuole acquistare deve indicare alcune informazioni e recapiti basilari in modo di dare la certezza al venditore di avere a che fare con un compratore serio e realmente intenzionato ad acquistare. Terminata la registrazione l’acquirente può comprare l’articolo e utilizzare per acquisti futuri gli stessi dati che ha indicato per il primo acquisto (onde evitare registrazioni plurime e inutili).
Durante la realizzazione del negozio online chiediamo al nostro cliente in che modo vuole essere pagato dai suoi clienti. Le opzioni sono quelle classiche: bonifico, Paypal, Postepay, carta di credito con gateway. Impostiamo subito le modalità di pagamento richieste in modo da consegnare il portale e-commerce subito funzionante e chiavi in mano.
Procediamo poi con la richiesta di indicizzazione in Google, utilizzando come tag e keywords non solo quelli relativi alla mera attività, ma anche e soprattutto quelli relativi ai prodotti. In questo modo si ottengono risultati più che soddisfacenti e in tempi anche non troppo lunghi.
Quando si crea un sito e-commerce l’obiettivo fondamentale e vendere. Si applica la stessa regola generale relativa alla grafica dei siti statici o dinamici classici: avere paesaggi grafici fantasmagorici o filmatoni in flash non serve assolutamente a nulla. Disturba la corretta indicizzazione e distrae l’acquirente dalle caratteristiche salienti del prodotto. La tecnologia Flash può essere utilizzata al massimo per una piccola presentazione in home page. Molto utile può essere al contrario una presentazione dei prodotti su Youtube corredata da una piccola intervista allo stesso proprietario del negozio. Questo sì che aiuta l’indicizzazione e da l’impressione al potenziale acquirente di entrare fisicamente nel negozio conoscendo in un certo senso di persona il venditore.
Queste sono dunque quelle che ritengo le basi fondamentali per creare correttamente un portale e-commerce, un negozio online. Queste basi le applichiamo poi di volta in volta al singolo cliente adattandole alle esigenze e alle richieste di quest’ultimo.
Soprattutto in Italia, dove ancora l’acquisto online a distanza tramite carta di credito e visto con sospetto e considerato poco sicuro, è importante impostare questo tipo di portali con la massima attenzione e professionalità. Siamo tra gli ultimi ad attraversare questa nuova frontiera tecnologica. Cerchiamo di aiutare i nostri clienti a far sì che il passaggio sia sicuro e il più possibile proficuo :-)

Thomas Pistoia

La tua azienda ha bisogno di un sito internet ? Richiedi qui il tuo preventivo !