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Effettuata perizia di parte per ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art.696 – Tribunale di Livorno

L’Agriturismo Pallo incarica l’agenzia pubblicitaria Pinco di creare tutto il necessario per rilanciare la propria attività. Pinco realizza prima un piano marketing e di comunicazione in cui elenca una serie di operazioni e lavori da effettuare (logo, payoff, segnaletica pubblicitaria, sito web, ecc.).
 Dopo alcuni mesi l’Agriturismo Pallo decide di non avvalersi più dei servizi della ditta Pinco, in quanto la stessa tarda a consegnare i lavori, inoltre i piani marketing si stanno rivelando inappropriati. La Pinco pretende comunque il compenso pattuito, perlomeno di quanto ha realizzato. L’Agriturismo Pallo si rifiuta di versarlo e la Pinco si rivolge al giudice, il quale incarica un CTU di verificare i lavori eseguiti.
Ricevuto l’incarico di assistere l’agriturismo come consulente di parte redigo la seguente perizia:

Tribunale di Livorno

Sez. distaccata di Cecina

Giudice XXXXXx

n.r.g.xxx/2012

Pinco

contro

Pallo

RELAZIONE DI ACCERTAMENTO TECNICO DI PARTE CONVENUTA

A seguito dell’analisi della documentazione relativa alla controversia Pinco – Agriturismo Pallo si rileva quanto segue:

Piano di marketing e comunicazione  Agriturismo Pallo

La Pinco fornisce all’ Agriturismo Pallo un piano di marketing e comunicazione incompleto sia strutturalmente che dal punto di vista dei contenuti.

Analisi della struttura

Ogni piano di marketing deve contenere a inizio documento un sommario (executive summary). Questo termine non ha un significato bibliografico. Per sommario si intende una sintesi (condensata in 3-4 pagine) ragionata e organizzata per punti chiave fondamentali di tutte le analisi/soluzioni che il piano stesso contiene.

L’importanza di questo elemento non è da sottovalutare, non solo perché si tratta comunque da parte di Pinco di seguire nella redazione del documento una metodologia il più possibile professionale, ma anche perché il cliente tramite questa sezione ha la possibilità di constatare in modo immediato i contenuti di quanto gli viene proposto, in una forma semplice, non immediatamente articolata. Questo gli consente una prima valutazione serena e accessibile, nella quale può esternare dubbi, perplessità, notare anomalie, che possono sfuggire in una prima fase, ma che si ripresentano puntualmente in fase attuativa con tutti i problemi che da ciò conseguono.

Il sommario non è da confondere con il check-up, fornito dalla Pinco. Per check-up si intende la consulenza preliminare, un primo schema di linee strategiche che poi andranno sviluppate nel piano marketing vero e proprio. Il sommario peraltro deve essere parte integrante del piano e non un documento separato.

Di norma viene inoltre ritenuto opportuno fornire, integrato, al cliente un piano di emergenza in cui siano stilate le operazioni da eseguire nel caso che nel corso dell’attuazione del piano marketing vi siano problemi imprevisti. Anche questa sezione non è stata realizzata.

Analisi dei contenuti

Scenario concorrenziale: l’individuazione e l’analisi dei competitor sono ovviamente elementi fondamentali nella stesura di un piano marketing.

La Pinco ha fornito un elenco di una decina di potenziali concorrenti. Ma non viene realizzata una vera e propria analisi del grado di attrazione turistica della zona geografica in cui Agriturismo Pallo è localizzata. Questo non consente di prevedere l’evoluzione della domanda turistica a breve e lungo termine, né i possibili scenari. Inspiegabile come il piano marketing non faccia alcun riferimento alla situazione economica che già nel 2011 è seriamente condizionata da una forte crisi proseguita come sappiamo fino ai giorni nostri.

Non è dunque sufficiente un mero elenco di aziende similari realizzato tramite una ricerca sul web per valutare i competitors, se non lo si abbina a un’analisi realistica e approfondita del mercato nel contesto storico in cui l’azienda oggetto dell’indagine si muove.

La Pinco sostiene a pag.7 del piano marketing di avere selezionato i competitors in base anche alla vicinanza geografica. Ci si aspetta quindi che nell’elenco siano presenti anche talune strutture meno distanti sul territorio (quelle in località XXXXX, nelle immediate vicinanze). Sembra invece che la ricerca si sia limitata alle sole aziende in possesso di un sito internet e sia stata condotta in modo approssimativo sul motore di ricerca Google.

Più completa sarebbe stata una ricerca condotta presso il registro imprese della Camera di Commercio. La ricerca in rete, lungi dall’essere parametro fondamentale, avrebbe potuto caso mai ulteriormente arricchire le informazioni ottenute.

Obiettivi: mancano del tutto gli obiettivi quantitativi. Quanti arrivi e presenze? In che misura dovrà aumentare il fatturato? Quali quote di mercato verranno conseguite nel periodo di tempo compreso dall’analisi?

Perché un piano marketing possa essere ritenuto efficace e realizzato con criterio è fondamentale che questi dati vengano indicati con precisione, suddividendoli per settori di attività.

Curioso che tra gli obiettivi di comunicazione formulati a pag.17 ritorni quel “generare passaparola positivo” che la Pinco indica già esistente e funzionante a pag.2 e che la relazione di parte della stessa indica come “sistema di comunicazione non professionale”.

Strategia: la Pinco divide la strategia da adottare in due momenti, uno di campagna di lancio e uno di mantenimento. Per il primo elenca una serie di azioni prioritarie (pag.19 del piano marketing), tra cui la creazione e la messa online del sito web del cliente e la creazione del logotipo. E’ ovvio. Non c’è strumento migliore della rete per diffondere informazioni con celerità e efficacia e il logotipo è l’immagine stessa di un’azienda. Le altre priorità elencate (offerte, eventi, raccolta dati) non hanno per loro stessa natura le potenzialità della diffusione via web (anzi hanno spesso necessità esse stesse della rete).

Ciononostante il sito web e il logotipo non vengono consegnati nei tempi previsti. Per maggiori dettagli si legga la successiva sezione timing di questa relazione.

Media Planning: anche nella sezione media planning sono elencate nella prima fase una serie di realizzazioni fondamentali per il lancio della comunicazione. La Pinco continua a indicare tra le priorità il logotipo, il sito internet, la brochure e le diverse personalizzazioni cartacee. Anche in questo caso rimando alla successiva sezione timing per le dovute considerazioni.

Timing: la Pinco asserisce di aver consegnato per mezzo di posta elettronica in data 23 agosto 2011 una serie di bozze per l’home page del sito web e in data 25 agosto, sempre via mail, n.2 bozze di logotipo e l’ideazione del payoff.

Il timing riportato a pag.22 del piano di marketing e comunicazione individua piano esecutivo, redazione, progetto, ideazione, realizzazione grafica e prima parte dello sviluppo del sito web per il luglio 2011. La seconda parte dello sviluppo e la definitiva messa online del sito stesso (con il completamento anche delle operazioni SEO) è indicata per l’agosto 2011.

Lo stesso timing individua la creazione del logotipo e l’ideazione del payoff per il giugno 2011. Per luglio 2011 viene invece indicata la consegna della brochure e delle personalizzazioni cartacee.

Se ne deduce che le citate sono tutte attività primarie da svolgere.

Per quanto riguarda il sito web bisogna annotare ulteriori mancanze che permangono sia in fase di preventivo, sia nel piano marketing: non è infatti specificata la tipologia di sito che verrà realizzata a seguito del restyling di quello già esistente. Si tratterà di un sito statico? Dinamico? In che linguaggio verrà realizzato? Quali saranno le sue caratteristiche? Quali saranno gli accorgimenti che saranno utilizzati per la registrazione nei motori di ricerca?

Nel febbraio del 2011 vi è stata un’importante innovazione del motore di ricerca Google in merito all’indicizzazione dei siti internet. E’ entrato a regime un update denominato Panda (che sarà seguito da un altro denominato Penguin). Questo aggiornamento ha introdotto la regola secondo la quale condizione indispensabile per avere una buon posizionamento del sito diventa l’uso di testi articolati, pertinenti e di qualità.

Né il piano marketing, né la restante documentazione fanno cenno a questa necessità. Le bozze di home page consegnate con rilevante ritardo da Pinco mostrano esclusivamente lo spazio in cui verrà inserito il testo. Tale spazio è stato riempito con il cosiddetto “Lorem ipsum”, ovvero un testo in latino che di norma viene inserito in fase di realizzazione per sostituire i testi mancanti. Non viene proposto anche solo a mo’ di esempio un testo almeno provvisorio, utile al cliente per capire come sarebbe stato gestito questo importante aspetto.

Inoltre nel già citato Media planning è stata indicato in prima fase come strumento lo scambio di link e banner per la diffusione del sito internet. Una delle nuove regole introdotte da Google nel 2011 è proprio la penalizzazione nell’indice per i siti che utilizzano lo scambio di link. Sembra davvero quindi che la controparte abbia agito nella totale inconsapevolezza delle ultime regole per ottenere un Seo (indicizzazione nei motori di ricerca) efficace.

E’ da notare che l’azienda si è proposta da subito come multidisciplinare con l’intento di fornire le più variegate consulenze sulle diverse necessità dell’ Agriturismo Pallo, dunque anche le consulenze relative al web che qui appaiono però inappropriate.

Non solo doveva consegnare entro agosto 2011 il sito internet indicizzato, ma doveva anche disporre la presenza del cliente sui social networks. Non risulta abbia creato accounts o pagine su Facebook, Twitter, Google Plus e Youtube. All’interno delle bozze di home page presentate vengono inserite le iconcine che dovrebbero fungere da collegamento coi social (manca quella di Youtube) ma si tratta comunque di rappresentazioni; a livello di presenza sul web, come abbiamo visto non è mai stato realizzato nulla di definitivo. Eppure nel contesto paventato nel piano marketing e comunicazione la presenza nel web risulta come estremamente rilevante.

L’assenza di un collegamento Youtube è doppiamente anomala, tenuto conto che a pag. 20 del piano marketing si parla di “diffusione virale di video”. La Pinco non fa alcun cenno alla metodologia con cui questa diffusione dovrebbe avvenire.

Nello stesso documento viene fatto cenno alla sicurezza del sito. La Pinco propone nella parte inferiore delle bozze di home page una sorta di libro dei visitatori o perlomeno una sezione che dovrà contenere recensioni di coloro che sono stati ospiti dell’ Agriturismo Pallo. Chi avrebbe dovuto inserire questi commenti? La stessa Pinco? La famiglia Mazzanti? E in che modo? Con delle credenziali cifrate? Oppure sarebbe stato approntato un modulo che consentisse ai visitatori di inserire autonomamente le proprie opinioni? E sarebbe stato fornito dell’indispensabile sistema “Captcha” per evitare la proliferazione di spam e invii fittizi di comunicazioni? Anche queste informazioni non sono reperibili in nessuno dei documenti/bozze forniti. Appare ora evidente perché Pinco inserisca la clausola 6 a pag.4 del preventivo: essa declina ogni responsabilità per attacchi informatici delegando ogni cura della sicurezza al provider. Le lacune su elencate sono da sempre a carico di chi realizza il sito; il provider deve proteggersi da attacchi al server, ma se il realizzatore delle pagine web non cura la sicurezza nella modalità di inserimento di nuovi contenuti, indicando delle credenziali, tenendo aggiornati gli eventuali software cms e prendendo provvedimenti quanto meno per lo spam, non può poi addossare la responsabilità al fornitore dei servizi hosting. Sarebbe del tutto fuori luogo.

Sempre nei termini indicati come “Prima fase” non vengono consegnati nei termini (luglio 2011) brochure istituzionale, biglietto da visita, segnaletica, tessera, carta intestata, preventivi, fatture e pieghevoli.

Tenuto dunque conto che, come da atti, l’opera della Pinco hai inizio nel marzo 2011 è impossibile non notare come essa non abbia rispettato il timing indicato, risentendo di un forte ritardo sull’attuazione peraltro di elementi chiave del piano marketing fornito.

E’ inoltre da notare che, in netta contraddizione con quanto rilevato, sempre in data 25/03/2011 la Pinco scriveva testualmente all’interno del Preventivo 38/2011 allegato A pag.4 la seguente frase: “pertanto è necessario operare con tempi molto serrati per evitare di realizzare strumenti che risultano poi scoordinati alla luce di quanto proposto strategicamente nel piano di marketing”.

Anche chi non è ferrato in materia può intuire facilmente quanto danno abbia potuto arrecare alle attività oggetto del piano marketing un ritardo così pesante. E’ ovvio che la Pinco da adito agli scoordinamenti degli strumenti di cui parla nel documento che essa stessa redige.

Inutile aggiungere che le mancanze fin qui elencate riguardano le basi della comunicazione. E’ abbastanza evidente che l’Agriturismo Pallo dopo sei mesi dall’inizio dei lavori era ancora privo degli strumenti per raggiungere gli obiettivi di comunicazione (importantissimi) citati a pagina 17: rafforzare l’identità tramite immagine coordinata, trasmettere attraverso gli strumenti la filosofia del posto e le opportunità offerte.

E’ da richiamare in ultimo il punto 4 del preventivo 08/2011 del 13/04/2011 là dove Pinco afferma: “Pinco Società Cooperativa si impegna con la firma del preventivo alla realizzazione di quanto preventivato nei tempi e nelle modalità richieste”.

Valutazione Economica: il valore economico di un piano marketing non è dato soltanto dal tempo e dalle risorse che sono state necessarie per scriverlo, né dagli spostamenti e visite presso la struttura del cliente. E’ dato anche e soprattutto dalla precisione delle sue sezioni, dalla puntualità con cui viene messo in pratica, dall’efficacia che ha sull’evoluzione dell’azienda cui si riferisce. Un piano marketing deve essere completo e attuato nei tempi che esso stesso prevede, altrimenti non è altro che un esercizio di lettura. Per questo motivo e per quanto sopra riportato Pinco ha fornito all’Agriturismo Pallo un documento il cui valore commerciale è purtroppo pari a 0.

Piano di comunicazione Terme Agriturismo Pallo

Il piano di comunicazione fornito da Pinco per le Terme risente di parte delle stesse mancanze riscontrate per il piano marketing. Prima fra tutte la puntualità. Il timing del piano marketing prevede il lancio delle terme per settembre 2011 (pag.22 dello stesso documento),

ma ad agosto dello stesso anno, come abbiamo visto, non è stato realizzato nulla di quanto previsto per i mesi precedenti, per cui anche questo progetto risulta, nel momento in cui il cliente – a ragione – decide di non avvalersi più della Pinco, non realizzabile in tempo utile.

Si ripete anche in questo caso quanto evidenziato per il piano marketing: il piano di comunicazione risulta consegnato al cliente su penna usb in data 6 luglio 2011 (il timing riporta come consegna giugno). Anche a voler non considerare questo ritardo si torna al 25 agosto 2011 per ottenere solo una bozza di pagina web, bozze di logotipo e ideazione payoff riguardanti le terme. Tutto materiale che andava peraltro consegnato, sempre secondo il timing, almeno un mese prima.

Occorre quindi nuovamente puntualizzare come la presenza di un gerarchico timing di eventi e operazioni non sia un mero preventivo di tempo di carattere puramente indicativo (altrimenti non avrebbe senso inserirlo); si tratta invece di un importante strumento di controllo, di monitoraggio degli obiettivi, tramite i quali si possono attivare immediati interventi correttivi in caso di problemi. Il rispetto del timing è una procedura determinante e irrinunciabile per il successo di un progetto. Nè risulta dalla documentazione fornita che i ritardi siano mai stati causati dal committente.

Un piano di comunicazione è la descrizione di come un’azienda intende comunicare il proprio messaggio alle persone giuste, nel momento giusto, al posto giusto, con il mezzo adatto.

A pag.3 la descrizione del pubblico di riferimento è piuttosto vaga. Occorre identificare un target preciso, degli obiettivi quantitativi, non sono contemplati dei test che permetterebbero di valutare da subito la reazione del pubblico all’idea proposta, consentendo di stabilire se le idee sono coerenti con la strategia del progetto, onde evitare errori nei contenuti che porterebbero inevitabilmente ad uno spreco di risorse.

Il communication plan dovrebbe accompagnarci raccontando come si giunge dal momento in cui avviene l’offerta del prodotto/servizio al momento in cui il cliente decide di acquistare, enucleando le varie fasi che portano a questo risultato e gli strumenti utilizzati per ottenerlo.

Gli strumenti indicati da Pinco soffrono delle stesse anomalie già indicate nella precedente sezione dedicata al piano marketing dell’Agriturismo Pallo. Ad esempio non abbiamo informazioni neanche in fase di preventivo sulla tipologia di sito che verrà realizzato. Si intuisce soltanto che la struttura e la grafica ricalcheranno quelle del sito del  (con tutto ciò che ne consegue). La bozza della pagina web delle terme denuncia l’incognita riguardante i testi per il Seo già evidenziata nella sezione precedente. Non risultano provvedimenti per la sicurezza del sito, né un’effettiva impostazione di attività dell’azienda sui social network.

Valutazione economica: vale lo stesso discorso fatto per il piano marketing. Un piano che non viene realizzato in modo completo e che viene consegnato con ritardo non può essere attuato né dare effetti, quindi non ha un’utilità per il cliente. Anche in questo caso purtroppo la valutazione del servizio fornito è pari a 0.

Lavori realizzati ovvero effettivamente utilizzabili

La Pinco di effettivamente utilizzabile ha prodotto per Agriturismo Pallo:

–il modulo soddisfazione cliente

–la firma personalizzata per mail

–il payoff contenuto nelle bozze logotipo.

Per un valore complessivo quantificabile tra i 300 e i 400 Euro.

Conclusioni finali:

Il lavoro svolto da Pinco, come abbiamo visto, risente di carenze nella fornitura dei servizi e delle attività elencate nel preventivo e nei piani di marketing e comunicazione.

La proposta multidisciplinare è incompleta, lacunosa, non puntuale.

E’ ovviamente comprensibile che il cliente dopo un certo periodo si sia trovato costretto a interrompere un rapporto di lavoro che ha prodotto, dal momento dell’assegnazione dell’incarico a Pinco (marzo 2011) al 13 settembre dello stesso anno, piani di comunicazione e marketing (accettati, ma mai visti realizzati), una serie di bozze e poco altro di concreto (7 mesi di attività, escluse ferie estive).

Dalle analisi sopra riportate si evince chiaramente come l’azienda Il  Agriturismo Pallo non abbia potuto migliorare i propri strumenti imprenditoriali, né aumentare le proprie capacità di comunicazione.

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Dopo i lavori peritali anche il CTU ha scritto una perizia, verso la quale ho ritenuto opportuno contrapporre alcune osservazioni.

Osservazioni

Il sottoscritto Thomas Pistoia, perito di parte dell’Agriturismo Pallo, dopo aver partecipato ai lavori peritali svoltisi in data 3 e 27 Maggio 2013, esaminata la relazione del Dott. XXXXX XXXXXXXX, consulente tecnico d’ufficio nella causa in epigrafe, formula le seguenti osservazioni sulla relazione peritale stessa e sulle risposte ai quesiti fornite dal consulente del Tribunale.

Al C.T.U. venivano posti i seguenti quesiti:

“Indichi il Ctu l’attività svolta dalla ricorrente e per cui è causa: dica se la stessa sia stata eseguita conformemente a quanto indicato nel preventivo versato in atti e se comunque l’attività svolta è stata realizzata correttamente o se la medesima presenti le lacune indicate dal CTP di parte resistente. In caso positivo indichi, tenuto conto dell’attività effettivamente svolta, quale sia il credito della società ricorrente per l’attività svolta tenuto conto del corrispettivo indicato nel preventivo in atti, o comunque dei prezzi di mercato per attività analoghe. Tenti la conciliazione della lite.”.

Benché la relazione del Dott. XXXXXXXX evidenzi in maniera puntuale e precisa le lacune e le superficialità con cui sono stati realizzati il piano marketing per l’Agriturismo Pallo e il piano di comunicazione per le Terme, il consulente di parte coglie occasione per evidenziare alcune rettifiche o precisazioni, che ritiene doverose ed indispensabili, per una miglior comprensione dei fatti e quantificazione dei crediti.

A pag.11 il Dott. XXXXXXXX inserisce come servizio fornito da Pinco all’Agriturismo Pallo, non in preventivo né in contratto, l’organizzazione di tre serate evento svoltesi nelle date 25 Giugno, 26 e 27 Agosto 2011. Va precisato che, come risulta dai verbali, durante i lavori peritali né il sottoscritto, né il consulente di parte avversa Dott. XXXXXXXX XXXXXXXX, hanno mai preso in esame la presunta organizzazione di dette serate da parte di Pinco, serate che il CTU rileva a pag.23 del piano marketing, indicate come evento musicale+degustazione+terme.
Il Dott. XXXXXXXX ha ritenuto a pag.32 della sua relazione di poter quantificare questo supposto servizio in Euro 600 (200 Euro a serata),
Si tratta però di un equivoco in cui il CTU, suo malgrado è caduto.
La cifra indicata è totalmente da depennare.
Innanzitutto le mail del 21 e 27 Giugno, che il CTU a pag.31 indica come documenti comprovanti lo svolgimento del servizio da parte di Pinco non provano assolutamente lo svolgimento di un ruolo attivo della ricorrente nell’organizzazione delle serate.
La mail del 27 in particolare riporta solo poche righe in cui si parla di questo argomento. Le seguenti:
“Dal racconto di mia sorella è stata davvero una bella serata quella del 25….ora possiamo pianificare con più tranquillità le altre serate che avevamo pensato. A questo proposito se mi fate sapere delle date possibili io inizio a promuoverle almeno sui portali di cui vi avevo parlato.”.
La mittente (XXXXXXXX XXXXXXXX) esprime in questo testo congratulazioni per il buon esito della serata e si propone di progettarne altre simili, ma non dice che è la Pinco ad avere organizzato tutto (altrimenti, a maggior ragione il CTP di parte avversa lo avrebbe fatto notare in sede di lavori peritali). Non lo dice semplicemente perché non può dirlo.
Le serate furono infatti ideate e realizzate autonomamente dall’Agriturismo Pallo. La Pinco si limitò a segnalarle sulla propria pagina Facebook.
Tant’è vero che nello stesso timing riportato a pag. 23 del piano marketing, per la serata del 25 giugno la dicitura riporta “invito evento solstizio d’estate”. Ovvero null’altro che un evento creato su Facebook (15 minuti di lavoro al massimo). L’Agriturismo Pallo peraltro non usufruì nemmeno del suddetto evento, chiese anzi a Pinco di cancellarlo avendo ormai raggiunto da tempo l’esaurimento della capienza disponibile. Nè esiste ulteriore documentazione che comprovi un impegno maggiore di Pinco in merito.
Non solo: va rilevato che gli eventi solstizio d’estate in Giugno e addio all’estate in Agosto furono ideati e gestiti dall’ Agriturismo Pallo. Il materiale pubblicitario fu realizzato graficamente dal figlio dei coniugi XXXXXXXX, XXXXXXXX. Il testo del volantino stesso fu composto dalla signora XXXXXXXX XXXXXXXX, collaboratrice dell’Agriturismo Pallo.
Per questi motivi appare chiaro che la valutazione di Euro 600, espressa dal CTU sicuramente in buona fede, è frutto di un malinteso e non è sommabile alla sua quantificazione finale.

Per quanto riguarda poi la valutazione che il CTU esprime in merito ai piani marketing e al piano di comunicazione va sottolineato ch’egli tiene a precisare a pag.4 della sua relazione che “come chiarito anche nell’ambito delle operazioni peritali, la consulenza tecnica in oggetto si è mossa nel margine definito dalla letteralità del quesito ed ha avuto come riferimento unicamente i documenti contenuti negli atti di causa”.
Per cui la quantificazione dei piani marketing (ammontante secondo il CTU a Euro 3.800) è un dato numerico che va però contestualizzato.
L’azienda Agriturismo Pallo ha affidato a quelli che ha ritenuto inizialmente dei professionisti del settore tutto ciò che riguardava la propria immagine e la propria attività. Benché in sede contrattuale Pinco distingua i diversi importi delle operazioni che avrebbe dovuto svolgere, è ovvio che si presenta come punto di riferimento a 360 gradi nella gestione dell’attività pubblicitaria de Agriturismo Pallo. Altrimenti oltre alla realizzazione dei piani marketing non si assumerebbe gli altri incarichi (logo, payoff, segnaletica stradale, sito web, questionario, brochure, biglietti da visita).
Agriturismo Pallo sceglie Pinco perché essa si propone come risolutrice unica di tutti gli aspetti dell’attività pubblicitaria.
Ma i ritardi e la superficialità ormai dimostrati della ricorrente nello svolgimento dei lavori, inducono la parte convenuta dopo mesi di paziente attesa a rivolgersi (e in fretta) ad altri professionisti.
Per cui a questo CTP preme ribadire quanto già segnalato nella sua perizia e già dichiarato in sede di lavori peritali. La quantificazione matematica non è sufficiente ed è accettabile solo in un contesto di letteralità.
Occorre dunque che questo aspetto venga evidenziato al Giudice in modo che nel quantificare egli possa tenere conto anche dell’effettivo beneficio che Agriturismo Pallo ha tratto dai piani marketing. Beneficio che non c’è, in quanto la convenuta, a causa delle diverse negligenze di Pinco, non ha mai potuto utilizzare i due documenti.
Appare quindi assurdo che un’azienda debba versare 3800 Euro per leggere quello che si sarebbe dovuto fare e che non è stato fatto o è stato fatto in ritardo!

In merito a quanto il CTU afferma a pag.17 della propria relazione: “i prezzi previsti nel preventivo 38/2011 – peraltro successivamente rivisti al ribasso – possono essere coerenti con un contenuto non prodotto secondo metodologie scientifiche e prassi non analitiche”. E a pag. 27: “era così ragionevole immaginare e prevedere la realizzazione di un lavoro non equiparabile alle migliori e più evolute metodologie scientifiche e prassi operative”, spingono questo CTP a contestare i suddetti ragionamenti sulle basi logiche dei rapporti commerciali.
I signori XXXXXXXX gestiscono un attività turistico-ricettiva, non sono esperti di marketing, per cui non possono sapere quando un importo indica un piano marketing realizzato su basi scientifiche e quando no.
E’ il professionista che deve proporre eventualmente un’offerta comparativa.
Pinco avrebbe potuto offrire un piano marketing migliore a un prezzo superiore. Eventualmente l’Agriturismo Pallo, se detta offerta fosse stata a suo giudizio eccessiva o al di sopra del budget previsto, avrebbe potuto rifiutare. Oppure avrebbe accettato previa spiegazione da parte di Pinco in merito ai motivi per cui la cifra superasse certi limiti.
Oppure, ancora, la ricorrente avrebbe potuto offrire un piano marketing qualitativamente inferiore – ora sì – segnalando al cliente anche in fase di contratto che gli standard qualitativi in questo caso sarebbero stati differenti.
Per come si sono svolti i fatti, invece, e per quanto riscontrato dallo stesso CTU, i piani realizzati dalla parte attrice si sono rivelati semplicemente non congrui e non è assolutamente rilevante se gli importi richiesti fossero alti o bassi.
Stesso ragionamento va applicato alla riflessione analoga sugli importi dello studio dei pacchetti integrati che il CTU esprime a pag.19 della sua relazione.

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