
Il racconto che i tiggì nazionali hanno fatto del defacement sul sito delle poste italiane evidenzia la straordinaria ignoranza informatica dei nostri giornalisti. I “malfattori” responsabili del defacciamento dicevano in pratica: “noi siamo buoni, facciamo questo per farvi rendere conto delle vulnerabilità del sito delle poste“.
Una giornalista del Tg2 ha concluso: “sta a vedere che dobbiamo pure ringraziarli”.
Certo che dobbiamo ringraziarli. Non ha importanza se, come i responsabili di poste.it affermano, non c’è alcun pericolo per i dati personali dei correntisti (cosa di cui dubito), sta di fatto che è possibile accedere al sito poste.it e metterci sopra le mani, e questo non va bene.
Nell’immaginifico comune hacker è una brutta parola. Identifica un criminale. Sì, forse l’hacker è un criminale ma in senso lato, in realtà la sua azione è utile, anzi spesso quanto mai necessaria.
Forse è meglio fare un po’ di distinzioni.
Tra le persone in grado di penetrare un sistema bisognerebbe distinguere tra:
- Lamer: ha la stessa dignità degli ignavi danteschi. E’ uno che crede di saper fare qualcosa perchè conosce un po’ di codice, ma al massimo riesce a dare un po’ di fastidio; in realtà non è nè carne nè pesce, nè innocuo nè pericoloso. Verso di lui bisognerebbe appunto avere un atteggiamento da “non ti curar di lor ma guarda e passa”.
- Hacker: è un esperto di sicurezza competente e preciso. Il crimine consiste nel fatto che accede abusivamente ai sistemi scoprendone i punti deboli. Ma non arreca danni. Si limita a segnalare che il sistema è violabile e che vanno prese precauzioni. E’ come se qualcuno penetrasse in casa nostra e ci lasciasse un biglietto senza rubare nulla, avvertendoci che le serrature, le porte, le finestre del nostro appartamento non sono poi un granchè. C’è anche una tipologia di hacker “politica”, ma di quella parleremo un’altra volta.
- Cracker: questo è il vero criminale. Penetra, ruba, distrugge, elimina, saccheggia e sempre a scopo di lucro, a differenza dell’hacker che non agisce mai per denaro.
I pirati informatici protagonisti del defacement sul sito delle poste italiane sono dunque dei pirati buoni e anche utili (tipo Capitan Harlock). Le poste dovrebbero certamente ringraziarli. Ora sanno che il sito ha una vulnerabilità e possono correggerla.
Giuridicamente è un’altra storia: potrebbero essere prima o poi scovati e puniti per quello che hanno fatto. Speriamo si siano proxati bene.
Dite quel che volete, ma a me sono simpatici
Thomas Pistoia
La tua azienda ha bisogno di un sito internet ? Richiedi qui il tuo preventivo !






